Refurbed: i problemi più frequenti che incontrano i consumatori (e come tutelarsi senza farsi prendere in giro)
18 febbraio 2026
Comprare “ricondizionato” (leggi la nostra guida) è una buona idea: risparmi, riduci sprechi, spesso hai garanzia. Il problema è che, quando qualcosa va storto, il consumatore rischia di restare in mezzo al guado tra assistenza lenta, valutazioni “creative” dell’usato e rimpalli di responsabilità. Refurbed è uno dei nomi più noti in questo mercato: proprio per questo riceviamo segnalazioni ricorrenti su criticità pratiche che vale la pena conoscere prima di comprare o usare i loro servizi.
Qui trovi i problemi più comuni che i consumatori raccontano
di incontrare e, soprattutto, cosa fare concretamente per tutelarti.
1) Valutazione dell’usato che scende all’improvviso
(trade-in/ritiro usato)
È una delle segnalazioni più tipiche: invii un dispositivo
integro, poi ti dicono che ha “danni estetici e tecnici” e la valutazione cala
di 200–300€ (o più). Il punto non è che non possano riscontrare difetti: il
punto è quando la motivazione è vaga e le prove sono scarse.
Come tutelarti
- Prima
di spedire: video unico senza tagli + foto dettagliate + seriale/IMEI +
imballo.
- Se
abbassano la stima: chiedi report dettagliato, foto in alta definizione e
test tecnici.
- Se
rifiuti l’offerta: pretendi restituzione tracciata e imballo adeguato.
- Alla
riconsegna: filma l’unboxing e, se il pacco è sospetto, ritira con
riserva.
2) Stato estetico “non come te lo aspettavi” (grado A/B/C
e foto non sempre rappresentative)
Molti acquistano aspettandosi un prodotto quasi nuovo e poi
si trovano micrograffi, segni sui bordi, aloni o scocche visibilmente vissute.
Spesso la frizione nasce dai sistemi di grading
(eccellente/ottimo/buono) che non sono percepiti in modo uguale da tutti, e dal
fatto che le immagini possono essere generiche o non del singolo pezzo.
Come tutelarti
- Leggi
bene cosa significa ogni grado (non “come lo interpreti tu”, ma come lo
definiscono loro).
- Se
il sito non mostra foto del pezzo reale, mettiti in modalità “realista”:
può arrivare diverso da quello che immagini.
- Se
la condizione è inferiore a quanto promesso: fai foto immediate appena
apri, e contesta subito per iscritto.
3) Batteria: “buona” sulla carta, deludente nella vita
vera
Sul ricondizionato, la batteria è il nervo scoperto. Alcuni
consumatori segnalano autonomia sotto le aspettative o degrado percepito già
nei primi giorni. Non è sempre “truffa”: dipende dal dispositivo, dall’uso, dal
tipo di ricondizionamento. Ma se la batteria è davvero messa male, diventa un
problema serio.
Come tutelarti
- Appena
ricevuto: fai test e screenshot dello stato batteria dove possibile.
- Se
noti problemi subito: segnala immediatamente, non dopo settimane.
- Chiedi
una soluzione chiara: sostituzione batteria, sostituzione device o
rimborso (a seconda dei casi).
4) Problemi tecnici intermittenti: i peggiori da
dimostrare
Audio che gracchia “ogni tanto”, touch che impazzisce “solo
a volte”, Wi-Fi che cade, fotocamera che mette a fuoco male a tratti: sono
difetti che mandano fuori di testa perché spesso non si replicano al primo
controllo e l’assistenza tende a chiuderla con “non riscontrato”.
Come tutelarti
- Video
prova del difetto (meglio di mille email).
- Annotati
condizioni e frequenza (quando succede, con quali app, con quale rete).
- Non
accettare “non riscontrato” se tu hai un video: rimandi e pretendi
escalation.
5) Tempi di assistenza e gestione resi che sembrano
eterni
Un problema ricorrente nei marketplace di ricondizionato è
la catena lunga: tu parli con la piattaforma, poi c’è il
venditore/ricondizionatore, poi il laboratorio. Risultato: aggiornamenti lenti,
“stiamo verificando”, giorni che passano.
Come tutelarti
- Tieni
tutto scritto (mail, ticket, chat salvate).
- Chiedi
tempistiche e step (“quando ricevete, quando testate, quando decidete”).
- Se i
tempi si dilatano, invia reclamo formale con scadenza (es. 7 giorni) e
chiedi soluzione definitiva.
6) Rimborsi: importi, tempi, e “trattenute” poco chiare
Alcuni consumatori lamentano rimborsi che arrivano tardi o
conteggi contestati (spese trattenute, valutazioni ricalcolate, ecc.). Qui il
punto è la trasparenza: se non capisci come hanno calcolato una trattenuta,
devi fartelo spiegare nero su bianco.
Come tutelarti
- Chiedi
il dettaglio del calcolo (non “abbiamo applicato la policy”, ma il
dettaglio).
- Conserva
prove di prezzi, condizioni del prodotto e comunicazioni.
- Se
paghi con metodi che prevedono contestazione, informati subito sulle
finestre temporali.
) Garanzia e responsabilità: chi risponde davvero?
Il consumatore spesso si trova a chiedersi: “Devo parlare
con Refurbed o col venditore?” Quando non è chiarissimo, succede il rimpallo. E
il rimpallo è la palestra preferita di chi vuole stancarti.
Come tutelarti
- Chiedi
un unico referente e un unico numero pratica.
- Pretendi
che la piattaforma si prenda in carico la gestione senza scaricarti sul
partner.
- Se
ti rimbalzano, rispondi chiedendo esplicitamente “chi è il responsabile
della soluzione e entro quale data”.
8) Paura del “reso che torna danneggiato” (soprattutto
nel trade-in)
Questo è il timore più concreto: se rifiuti una valutazione
abbassata, chiedi il reso e poi il dispositivo torna davvero rovinato. Sembra
paranoia finché non capita.
Come tutelarti
- Prima
di spedire: video e foto “blindate” + seriale/IMEI.
- Alla
restituzione: unboxing filmato senza tagli.
- Se
il pacco arriva malconcio: riserva e contestazione immediata.
Cosa fare se hai un problema con Refurbed: procedura
pratica in 6 mosse
- Raccogli
prove: foto/video, seriale/IMEI, screenshot, tracciamenti spedizione.
- Scrivi
al supporto in modo preciso: fatti, date, richiesta
(rimborso/sostituzione/riparazione).
- Chiedi
riscontro scritto e tempistiche. Niente telefonate “nel vuoto”.
- Se
ti rispondono vaghi, chiedi: report tecnico, foto, motivazioni e
policy applicata.
- Reclamo
formale se non risolvono: dai una scadenza e chiedi soluzione
definitiva.
- Escalation:
conciliazione/ADR o contestazione del pagamento quando ci sono i
presupposti.
Domande frequenti
Conviene comprare ricondizionato?
Sì, spesso conviene. Ma devi farlo con l’atteggiamento giusto: grading
realistico, test subito, e zero esitazioni nel contestare se non torna.
Il problema è “Refurbed” o il ricondizionatore partner?
Nella pratica, per il consumatore conta poco: tu hai un acquisto e vuoi una
soluzione. Se la piattaforma fa da interfaccia, deve gestire in modo efficace
senza farti da muro di gomma.
Qual è l’errore più comune dei consumatori?
Aspettare. Quando qualcosa non va, ogni giorno che passa rende più difficile
dimostrare che il difetto c’era dall’inizio.
Sportello per il consumatore contatti
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