IVA SUI RIFIUTI. PER A.E.C.I. INUTILI I RICORSI. LA SOLUZIONE LA DEVE DARE IL GOVERNO

3 ottobre 2012

Associazione Consumatori
Torniamo a parlare della Tassa sui rifiuti e, in particolare, dell’Iva che molte aziende del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti fanno pagare, a nostro avviso, ingiustamente.
Il problema c’è. Esiste ed inutile negarlo. Nonostante la "tassa sulla tassa" sia stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, la Direzione delle Entrate insiste con i Comuni perché l'importo della Tia sia caricato anche dell'Iva e respinge i ricorsi dei contribuenti.
È dunque un problema di convenienza, o meglio, è un problema governativo. Il cittadino che, in questo momento, prova a fare ricorso, si ritroverà ad aver speso inutilmente dei soldi senza aver raggiunto l’obiettivo. 
LA SOLUZIONE
In questo paese dove l’illegalità è talmente diffusa che si trova anche nei meccanismo dello Stato le soluzioni rimangono improbabili. Come fu la battaglia sull’iva del consumo del gas (*), anche questa rischia di diventare una battaglia di Pirro a cui A.E.C.I. non vuol partecipare. Continueremo da un lato a consigliare di non imbarcarsi in contestazioni che, allo stato attuale, rappresentano un inutile aggravio di spesa ma, al tempo stesso, continueremo a chiedere la soluzione a chi rappresenta l’unico soggetto in grado di risolvere il problema, il governo.
L’IVA sui rifiuti rimane una vicenda che, qualora ce ne fosse bisogno, è il quadro rappresentativo del Paese Italia. Un paese pieno di contraddizioni che vive nella cultura dell’illegalità, illegalità che è talmente diffusa da essere radicate, in parte, anche nello Stato.

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