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BIDOO: COME FUNZIONA, QUALI SONO I RISCHI E COME FARE RECESSO.

17 febbraio 2026

Associazione Consumatori

Bidoo: come funziona davvero (e perché molti utenti ci rimettono)

Il fenomeno Bidoo rappresenta un caso studio affascinante e controverso nel panorama dell'e-commerce moderno. Sebbene si presenti come un portale di shopping, la sua struttura si discosta radicalmente dalla compravendita tradizionale, posizionandosi in una zona grigia tra il gioco di abilità e l'azzardo psicologico. Per comprendere appieno la piattaforma, non basta guardare i prezzi stracciati in vetrina, ma occorre analizzare la complessa architettura contrattuale che regola il rapporto tra l'utente e l'azienda.

Bidoo è un sito di “aste al centesimo”. Sembra di comprare a prezzi ridicoli, ma tra puntate a pagamento, timer e regole poco intuitive, il conto può salire. Ecco come funziona e cosa controllare.

Se ti sei imbattuto in Bidoo e hai pensato “wow, iPhone a 12 euro”, fermati un secondo. Non è magia, non è beneficenza, e non è nemmeno un normale e-commerce. Bidoo è una piattaforma di aste al centesimo: un sistema che può farti vincere… ma molto più spesso ti fa spendere, senza che te ne accorga, in una sequenza di “solo un altro rilancio”.

In questo articolo ti spiego in modo chiaro come funzionano le aste, dove sta il guadagno della piattaforma, cosa dice (in sostanza) la privacy, e quali sono le criticità che più spesso emergono nelle segnalazioni dei consumatori.

Cos’è Bidoo e che tipo di aste propone

Bidoo propone le cosiddette penny auction: le aste partono da un prezzo bassissimo (di solito 0,01€) e ogni rilancio aumenta il prezzo di un centesimo. Fin qui sembra un gioco innocuo.

Il punto vero è questo: per rilanciare non basta cliccare. Per rilanciare devi usare delle puntate/crediti che compri prima (pacchetti). Queste puntate sono il “carburante” dell’asta. E quel carburante lo paghi.

Come funziona l’asta al centesimo: timer, rilanci e autopuntata

Il meccanismo è semplice e allo stesso tempo micidiale:

  • Ogni rilancio aumenta il prezzo finale di 0,01€.
  • Ogni rilancio fa ripartire (o allunga) il timer di pochi secondi.
  • Quando il timer arriva a zero, vince l’ultimo che ha rilanciato.

Sulla carta tutto lineare. Nella pratica, il timer breve crea l’effetto “ansia da scadenza”: stai lì a guardare i secondi che scendono, rilanci perché “ormai manca poco”, poi qualcuno rilancia all’ultimo istante, e tu rilanci di nuovo. E intanto stai consumando puntate.

Molte aste permettono anche l’auto-puntata: imposti un numero di rilanci automatici e il sistema rilancia per te. Comodo? Sì. Pericoloso? Anche: perché puoi bruciarti puntate mentre sei distratto o addirittura offline.

Il “prezzo finale” è un’illusione: quanto costa davvero partecipare

Qui è dove tanti si fanno male.

Se un’asta finisce a 20€, significa che ci sono stati circa 2.000 rilanci (perché ogni rilancio vale un centesimo). Quei 2.000 rilanci sono puntate consumate. E le puntate, nella maggior parte dei casi, sono state pagate.

Tradotto: l’oggetto magari lo “paghi” 20€, ma il sistema nel complesso può aver incassato molto di più attraverso le puntate bruciate da tutti i partecipanti (vincitore incluso).

Ecco perché, quando leggi “sconto 99%”, devi fare una domanda semplice:
quanto costano le puntate che mi serviranno per arrivare fin lì?

Il fenomeno Bidoo rappresenta un caso studio affascinante e controverso nel panorama dell'e-commerce moderno. Sebbene si presenti come un portale di shopping, la sua struttura si discosta radicalmente dalla compravendita tradizionale, posizionandosi in una zona grigia tra il gioco di abilità e l'azzardo psicologico. Per comprendere appieno la piattaforma, non basta guardare i prezzi stracciati in vetrina, ma occorre analizzare la complessa architettura contrattuale che regola il rapporto tra l'utente e l'azienda.

Il meccanismo della "falsa convenienza"

Il cuore di Bidoo è l'asta al centesimo. In questo modello, l'utente non acquista un prodotto, ma acquista il diritto di partecipare a una competizione. Ogni puntata effettuata ha un costo reale per l'utente, solitamente intorno ai 10-12 centesimi di euro, ma fa aumentare il prezzo dell'oggetto solo di un centesimo. Questo sfasamento crea un enorme margine di profitto per la piattaforma: se un oggetto viene aggiudicato a 10 euro, significa che sono state effettuate 1000 puntate. Se ogni puntata è costata all'utente medio 0,10 euro, la piattaforma ha incassato 100 euro in puntate oltre ai 10 euro del prezzo finale.

Il problema principale per il consumatore è la gestione del budget. Una volta acquistato un pacchetto di puntate (i cosiddetti "bid"), il denaro reale viene trasformato in crediti virtuali. Questa dematerializzazione del denaro è un trigger psicologico noto: l'utente tende a dare meno valore ai crediti rispetto agli euro, finendo per consumarli molto più velocemente di quanto farebbe con contanti o carta di credito.

 

“Compralo Ora” e “Scontalo Ora”: salvagenti o trappole ben confezionate?

In alcune aste esistono opzioni tipo:

  • Compralo Ora: puoi acquistare il prodotto direttamente a un prezzo indicato, e in certi casi vengono restituite le puntate usate in quell’asta.
  • Scontalo Ora: puoi comprare il prodotto pagando la differenza tra un prezzo di riferimento e quanto hai già speso in puntate (sempre legato a quell’asta).

Queste funzioni sono pensate per farti dire: “ok, almeno non ho buttato tutto”. Ma attenzione:

  1. non sono sempre disponibili;
  2. possono avere regole e limiti;
  3. spesso ti spingono a restare nel circuito (“ormai ho speso… tanto vale comprare”).

 

Privacy: quali dati vengono trattati e cosa sapere prima di registrarsi

Come qualunque piattaforma online, Bidoo tratta dati come:

  • dati di registrazione (email, username, ecc.)
  • dati di utilizzo (log, IP, attività sulle aste)
  • dati necessari a pagamenti e spedizioni (indirizzo, transazioni)
  • in alcuni casi, verifiche antifrode/antibot o controlli di sicurezza

In più, durante le aste possono risultare visibili elementi del profilo (ad esempio username). Questo non è automaticamente “il male”, ma va capito: stai partecipando a un ambiente pubblico, non a un acquisto privato come su un normale shop.

Il tema delicato, da monitorare sempre, è il confine tra:

  • comunicazioni necessarie al servizio
  • marketing, profilazione e comunicazioni commerciali

Qui la regola generale (anche di buon senso) è: se puoi usare il servizio senza marketing, dovresti poterlo fare senza che ti venga “imposto”.

 

Le criticità più segnalate: cosa torna spesso nei reclami

Quando arrivano segnalazioni su piattaforme di questo tipo, i temi si ripetono:

  1. Aspettative sbagliate: molti entrano pensando di comprare “a pochi euro”, ma sottovalutano il costo delle puntate.
  2. Dinamica da gioco: timer breve + rilanci continui = spinta emotiva.
  3. Sospetti su bot o aste “impossibili”: è difficile provarlo dall’esterno, ma è una lamentela ricorrente nelle recensioni negative.
  4. Problemi di assistenza, consegne o rimborsi: quando qualcosa va storto, l’utente spesso racconta che diventa un ping-pong tra ticket, corriere e risposte standard.
  5. Regole poco intuitive: resi, rimborsi, puntate “incluse”, limiti di vincita, promozioni: il rischio è capire le cose solo dopo aver speso.

Sia chiaro: che esistano recensioni negative non dimostra automaticamente un illecito. Però, quando vedi lo stesso tipo di problema ripetersi, da consumatore (e da associazione) devi accendere un faro.


Come capire se ti conviene: domande secche prima di spendere

Prima di comprare puntate o buttarti in un’asta, fatti queste domande (senza pietà):

  • Quanto costa una puntata nel pacchetto che sto comprando?
  • Quante puntate posso realisticamente consumare in 10 minuti di asta?
  • L’asta ha Compralo Ora / Scontalo Ora? Con quali regole?
  • Se perdo, sono ok a considerare quei soldi intrattenimento e non “risparmio mancato”?
  • Sto partecipando perché ho fatto i conti o perché mi ha preso la foga?

Se a una di queste rispondi “boh”, fermati: è esattamente lì che il sistema guadagna.


Decalogo: 10 regole per non farti spennare

  1. Imposta un budget massimo e consideralo spesa di intrattenimento.
  2. Non comprare puntate “a caldo” dopo una quasi-vittoria. È la classica trappola.
  3. Leggi bene se e quando esiste Compralo Ora e cosa succede alle puntate.
  4. Evita l’auto-puntata se non hai capito perfettamente i limiti: brucia puntate in un attimo.
  5. Non farti guidare dal “manca poco”: quel “poco” può durare mezz’ora.
  6. Tieni traccia: screenshot dell’asta, storico puntate, pagamenti. Ti salva in caso di contestazioni.
  7. Paga sempre con metodi tracciabili (carta/PayPal), mai con sistemi opachi.
  8. Diffida dei messaggi “sconto enorme” se non è spiegato chiaramente il costo delle puntate.
  9. Se qualcosa non torna (blocchi, anomalie, addebiti), apri subito ticket e formalizza per iscritto.
  10. Se hai dubbi, chiedi supporto a un’associazione consumatori: meglio prima che dopo.

Cosa fare se hai avuto un problema con Bidoo

Se hai speso e ti senti “incastrato” (puntate bruciate, problemi tecnici, consegna non arrivata, rimborsi che non partono), la cosa più efficace è:

  • raccogli prove: screenshot, ricevute, storico ordini/puntate, date e orari
  • invia un reclamo scritto dettagliato (non solo chat/ticket generici)
  • chiedi esplicitamente: rimborso, consegna, chiarimenti sulle puntate, tempi certi
  • se non risolvono, valuta escalation tramite strumenti formali (diffida, chargeback, segnalazione)

Se vuoi, posso anche prepararti un modello di reclamo pronto (breve o “pesante”) per il tuo caso specifico.


Conclusione: Bidoo non è “shopping”, è una meccanica a rischio

Il punto non è demonizzare: il punto è chiamare le cose col loro nome.
Le aste al centesimo non sono un modo semplice per risparmiare, sono un sistema dove la piattaforma monetizza soprattutto la partecipazione (puntate), non il prezzo finale.

Se entri pensando di fare l’affare della vita, rischi di finanziare l’affare di qualcun altro. Se entri consapevole, con budget e regole chiare, almeno sai dove stai mettendo i piedi.

AECI si impegna ogni giorno per difendere i diritti dei consumatori. Di tutti i consumatori. Se siamo in tanti, valiamo di più. Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi contribuire a migliorare la nostra società, condividendo le nostre battaglie, AIUTACI A CRESCERE. L'iscrizione in adesione è al costo di 2 euro e se deciderai di fare la tessera ordinaria, avrai uno sconto del 10%

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