WHATSAPP DIVENTA A PAGAMENTO? COSA C’È DI VERO E COSA DEVI SAPERE
26 gennaio 2026
Ad oggi l’applicazione è gratuita ma ci sono possibilità di un abbonamento per eliminare del tutto la pubblicità da WhatsApp.
Ogni tanto torna a galla la stessa storia: “WhatsApp
diventerà a pagamento dal mese prossimo”, “se non inoltri questo
messaggio ti verrà addebitato un costo”, “Meta introdurrà un abbonamento
obbligatorio”.
E puntualmente milioni di utenti si preoccupano, condividono catene senza senso
e alimentano una confusione che non serve a nessuno.
Vediamo come stanno le cose, senza fronzoli.
WhatsApp a pagamento? Facciamo chiarezza una volta per
tutte
Ad oggi WhatsApp NON è a pagamento.
Non esiste nessun annuncio ufficiale, nessun comunicato Meta, nessuna delibera
da verificare. Le catene che circolano via chat sono semplicemente bufale
riciclate da anni.
L’app continua a essere finanziata attraverso altri canali:
servizi premium per aziende, WhatsApp Business API, e soprattutto l’ecosistema
Meta che vive di pubblicità e strumenti per professionisti.
Il cittadino, l’utente comune che usa WhatsApp per mandare messaggi, foto e
vocali, non paga nulla. E non deve farlo.
Da dove nasce la voce dei “pagamenti”
Il motivo è semplice: WhatsApp, nei primi anni, prevedeva
davvero un micro-abbonamento annuale. Era una cifra simbolica (circa 0,89 €
all’anno), poi abolita.
Da lì, ogni volta che qualcuno crea un messaggio allarmistico, la voce rinasce.
A questo si aggiunge il fatto che WhatsApp Business
ha servizi a pagamento per aziende. E questo viene spesso confuso con un
ipotetico pagamento per gli utenti normali.
Le catene più diffuse – e perché sono false
Negli ultimi mesi circolano messaggi del tipo:
- “WhatsApp
diventerà a pagamento dalle ore 24:00 se non inoltri questo messaggio a 10
persone”
- “Meta
controllerà i tuoi messaggi privati”
- “Si
pagherà 0,01 € per ogni messaggio”
- “Se
non sei attivo rischi di perdere l’account gratuito”
Sono tutte invenzioni. (per ora)
WhatsApp non ha nessun meccanismo di pagamento basato sugli inoltri, e
tantomeno minaccia di chiudere gli account inattivi in cambio di soldi.
L’Idea di dell’applicazione ad abbonamento per l’Europa.
Starebbe prendendo forma un abbonamento per eliminare del
tutto la pubblicità da WhatsApp. Chi desidera un’esperienza completamente
pulita, senza inserzioni, potrebbe dover mettere mano al portafoglio: il costo
non sarebbe ancora definito e potrebbe variare da Paese a Paese. Secondo le
anticipazioni di WaBetaInfo, la cifra ipotizzata si aggirerebbe attorno
ai quattro euro al mese.
Si tratterebbe di un piano facoltativo, pensato per
gli utenti che vogliono usare WhatsApp senza imbattersi nelle inserzioni
attualmente presenti esclusivamente nella scheda Aggiornamenti, tenuta
separata dalle chat private. L’azienda starebbe valutando un’opzione premium
capace di rimuovere completamente la pubblicità dalla sezione Aggiornamenti,
evitando così sia gli “stati promossi” sia i canali sponsorizzati, cioè quelli
per cui i creator pagano per ottenere maggiore visibilità.
L’ipotesi, per ora, riguarderebbe solo l’Unione Europea e
il Regno Unito.
Il vero rischio: le truffe
Il punto serio è questo:
dietro molte catene “WhatsApp diventa a pagamento” si nascondono tentativi
di phishing.
Può capitare che:
- arrivi
un link che promette di “mantenere l’account gratuito”
- ti
venga chiesto di inserire nome, numero di telefono, codice di verifica
- ti
propongano di scaricare un aggiornamento fasullo
E lì sì, rischi grosso: clonazione dell’account, accesso ai
tuoi contatti, iscrizioni indesiderate.
Come difendersi
Semplice, spiccio e pratico:
- ignora
le catene
- non
inoltrare mai messaggi allarmistici senza fonte
- non
cliccare link sospetti
- attiva
la verifica in due passaggi dentro WhatsApp
- informati
solo da fonti ufficiali o da associazioni indipendenti come la nostra
WhatsApp, oggi, rimane gratuito.
Tutto il resto è rumore di fondo.
Quando girano voci strane, vuol dire che qualcuno ci guadagna: truffatori,
spammer, o chi cerca semplicemente di seminare panico.
Se ricevi messaggi dubbi, catene sospette o link che
promettono di “evitare il pagamento del servizio”, puoi mandarli a noi: li
analizziamo, verifichiamo la sicurezza e ti diciamo subito se c’è il rischio di
una truffa.
Al tuo fianco, perché un Consumatore informato è un
Consumatore tutelato.