Hai bisogno di aiuto?

Addio a Ketchup e Maionese in bustina: l’Europa mette al bando il monouso

21 gennaio 2026

Associazione Consumatori

È la fine di un’era per i fast food, le mense e i bar di tutta Europa. Dopo anni di discussioni, l'Unione Europea ha tracciato una linea netta contro lo spreco: le iconiche bustine monouso di salse e condimenti diventeranno presto un ricordo.

Questa decisione si inserisce nel più ampio quadro del Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR), una mossa strategica per ridurre drasticamente i rifiuti in plastica che soffocano l’ambiente. Ma non si tratta solo di ketchup: la scure del legislatore si abbatte su un’intera gamma di piccoli contenitori che utilizziamo quotidianamente, spesso senza riflettere sul loro impatto ecologico.

Perché dire addio al monouso?

Il problema principale non è solo il materiale (plastica spesso non riciclabile), ma il rapporto tra peso dell'imballaggio e quantità di prodotto. Per pochi grammi di maionese, generiamo un rifiuto che resterà nell'ambiente per secoli. L'obiettivo dell'Europa è ambizioso: ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, fino ad arrivare al 15% entro il 2040.


Quali sono i prodotti monouso vietati?

Il nuovo regolamento non colpisce solo il settore della ristorazione, ma cambia profondamente anche il mondo dell'ospitalità e del commercio al dettaglio. Ecco l'elenco dei principali prodotti destinati a sparire:

  • Salse e Condimenti: Bustine di ketchup, maionese, senape, ma anche porzioni singole di olio, aceto, sale e pepe.
  • Settore Hotel (Linea Cortesia): Flaconcini mini di shampoo, bagnoschiuma, balsamo e lozioni per il corpo (le classiche boccette da 30-50 ml).
  • Zucchero e Dolcificanti: Anche le bustine di zucchero sono nel mirino, a favore dei dispenser comuni.
  • Imballaggi per Ortofrutta: Confezioni in plastica per frutta e verdura fresca di peso inferiore a 1,5 kg (come le vaschette di fragole o i sacchetti di insalata in piccole porzioni).
  • Contenitori per alimenti e bevande nei locali: Vaschette, bicchieri e piatti monouso utilizzati per il consumo all'interno di bar e ristoranti.

Cosa troveremo al loro posto?

La transizione non significa rinunciare all'igiene o al gusto, ma cambiare abitudini. Vedremo sempre più spesso:

  1. Dispenser ricaricabili: Grandi erogatori a pressione per le salse e dosatori a muro negli hotel.
  2. Contenitori riutilizzabili: Vetro o ceramica per i condimenti al tavolo.
  3. Materiali compostabili: Laddove il monouso sia strettamente necessario per motivi sanitari, verranno usate alternative totalmente biodegradabili.

Una sfida per le imprese, un bene per il pianeta

Sebbene per le aziende il cambio di rotta richieda un investimento logistico iniziale, il risparmio a lungo termine in termini di gestione dei rifiuti e di materie prime è enorme. Per noi consumatori, è un piccolo gesto di adattamento che contribuisce a un cambiamento epocale.

Ecco come verranno gestite le eccezioni e i casi particolari:

1. Il nodo del cibo d’asporto (Take-away)

A differenza del consumo al tavolo (dove i dispenser sono la soluzione obbligata), per il take-away e il delivery le regole sono leggermente più elastiche per ovvie ragioni igieniche e logistiche.

  • La deroga: Le bustine monouso potrebbero ancora essere consentite se strettamente necessarie per garantire che il prodotto arrivi integro e sicuro a casa del cliente.
  • L'obbligo di alternativa: Molti Paesi stanno però introducendo l'obbligo per i ristoratori di offrire al cliente la possibilità di usare contenitori propri o di pagare un piccolo sovrapprezzo per l'imballaggio, per scoraggiarne l'uso eccessivo.

2. Allergie e intolleranze alimentari

La sicurezza dei consumatori allergici è una priorità assoluta. Il regolamento prevede che il divieto possa essere sospeso o modificato in situazioni specifiche:

  • Prevenzione della contaminazione: Se l'uso di un dispenser comune comporta un rischio elevato di "cross-contamination" (contaminazione crociata) per allergeni come glutine o arachidi, le porzioni sigillate singolarmente possono essere autorizzate.
  • Etichettatura: Le bustine garantiscono che il consumatore possa leggere chiaramente la lista degli ingredienti e le tracce di allergeni, cosa più difficile con un dispenser generico. Per questo motivo, nei contesti ad alto rischio, il monouso resterà una tutela legale e sanitaria.

3. Prodotti altamente deperibili

Non tutto può finire in un dispenser. Esistono condimenti o prodotti alimentari che si ossidano o si degradano rapidamente a contatto con l'aria.

  • In questi casi, se il produttore dimostra che il confezionamento monouso è l'unico modo per evitare lo spreco alimentare (ovvero impedire che il prodotto vada a male prima di essere consumato), l'imballaggio potrà essere mantenuto, purché sia il più possibile riciclabile.

4. Strutture sanitarie e ospedaliere

In luoghi come ospedali, cliniche e case di cura, dove l'igiene deve essere sterile e il rischio di infezioni è altissimo, le restrizioni sul monouso sono molto meno rigide. In questi contesti, la protezione della salute pubblica prevale sulla riduzione dei rifiuti plastici.


In sintesi: cosa aspettarsi?

Nei prossimi mesi vedremo un'applicazione "ibrida": addio alle bustine al tavolino del bar sotto casa, ma possibile permanenza della bustina (magari in carta speciale o materiale bio) nel sacchetto del burger che ordini a casa, specialmente se dichiari un'allergia.

AECI si impegna ogni giorno per difendere i diritti dei consumatori. Di tutti i consumatori. Se siamo in tanti, valiamo di più. Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi contribuire a migliorare la nostra società, condividendo le nostre battaglie, AIUTACI A CRESCERE. L'iscrizione in adesione è al costo di 2 euro e se deciderai di fare la tessera ordinaria, avrai uno sconto del 10%

HAI BISOGNO DI AIUTO? RIEMPI IL FORM PER CONTATTARCI

I campi con * sono obbligatori
500 Caratteri rimanenti

Compilando ed inviando il form il sottoscritto dichiara di aver preso visione dell’Informativa al Trattamento dei Dati personali [ vedi privacy ] e acconsentire al trattamento degli stessi.

INFORMATIVA AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Il sottoscritto DICHIARA di aver preso visione dell’Informativa al Trattamento dei Dati personali, ai sensi dell’art. 13 e ss del Reg. UE n. 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27/04/2016

CONSENSO TRATTAMENTO DATI

Il sottoscritto, informato dell’identità del Titolare e Responsabile del trattamento dei dati, della misura, modalità con le quali il trattamento avviene, delle finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali, del diritto alla revoca del consenso così come indicato nell’informativa sottoscritta ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 e sue integrazioni e modifiche, ACCONSENTE ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 e ss. del Regolamento (UE) 2016/679 e sue integrazioni e modifiche, al trattamento dei dati personali secondo le modalità e nei limiti di cui all’Informativa al Trattamento dei Dati personali.