Le truffe online da tenere d’occhio nel 2026: l’analisi di ScamAdviser
20 gennaio 2026
Nel mondo digitale le truffe non spariscono: semplicemente cambiano pelle. È questo il quadro che emerge dall’analisi pubblicata da ScamAdviser sul proprio sito ufficiale (fonte: scamadviser.com, articolo “Per anni ci siamo occupati di truffe online: ecco quelle da tenere d’occhio nel 2026”).
Le frodi diventano più intelligenti, più silenziose e soprattutto più difficili
da riconoscere, perché i criminali informatici sfruttano l’intelligenza
artificiale per imitare comportamenti, linguaggi e situazioni che ogni giorno
consideriamo “normali”.
ScamAdviser è uno strumento che noi di Euroconsumatori
utilizziamo regolarmente quando analizziamo la sicurezza e l’affidabilità dei
siti internet. Non si tratta di un parere soggettivo o di una semplice
opinione: ScamAdviser è un servizio online progettato per aiutare i
consumatori a capire se un sito web è affidabile o potenzialmente rischioso,
assegnando a ogni dominio un “Trust Score” basato su oltre 40 fonti di dati e
indicatori tecnici, come età del dominio, presenza di informazioni di contatto,
tecnologia di sicurezza e molte altre variabili.
Questo punteggio ci permette di avere un primo quadro
oggettivo e immediato sul rischio associato a un sito, con una valutazione
che considera aspetti difficili da analizzare rapidamente a occhio nudo e che
può rivelarsi preziosa prima di consigliare acquisti, inserimento di dati
sensibili o interazioni economiche online.
In sintesi, ScamAdviser è per noi un alleato per mettere in
guardia i consumatori, supportare i nostri approfondimenti e ridurre le
probabilità che qualcuno cada vittima di truffe, phishing o negozi fraudolenti
sul web.
L’obiettivo è sempre lo stesso: farci cliccare, pagare,
fidarci. Ma oggi lo fanno con strumenti più sofisticati.
Phishing 2.0: non è più la mail mal scritta
Il phishing non è mai morto, si è solo evoluto. ScamAdviser
rileva che gli attacchi ora si nascondono in modalità che fino a poco tempo fa
avremmo ritenuto innocue: codici QR affissi in giro, volantini postali che
imitano perfettamente comunicazioni ufficiali, messaggi che arrivano da
WhatsApp o Telegram con toni sempre più convincenti.
Il mantra è semplice: meno sospetto, più efficacia. E purtroppo funziona.
Falsi colloqui di lavoro e raccolta di dati biometrici
Una delle tendenze più inquietanti segnalate da ScamAdviser
riguarda i finti colloqui online.
Non servono a valutare competenze ma a raccogliere dati biometrici: voce,
volto, angolazioni, micro-espressioni. Tutto materiale che può essere
riutilizzato per aggirare sistemi di sicurezza reali basati su riconoscimento
facciale o vocale.
È una truffa che gioca sulla vulnerabilità di chi cerca lavoro e sull’apparenza
professionale dei recruiter falsi.
Truffe romantiche e investimenti manipolati dall’AI
Le frodi sentimentali o di investimento non sono più
condotte da singoli truffatori.
Oggi, spiega ScamAdviser, entrano in campo agenti AI autonomi capaci di:
- analizzare
i profili social delle vittime,
- creare
conversazioni personalizzate,
- instaurare
un rapporto di fiducia che può durare settimane,
- colpire
al momento giusto chiedendo soldi, ricariche o investimenti in
criptovalute.
Il “Pig Butchering” (letteralmente “ingrasso del maiale”)
non è mai stato così sofisticato e così difficile da riconoscere.
Truffe multicanale: un gioco di specchi
Un altro elemento evidenziato dal report è la scelta di
utilizzare più canali per disorientare la vittima.
I truffatori spostano la conversazione da e-mail a WhatsApp, da SMS a Telegram,
da questi a siti web fasulli creati ad hoc.
Seguire il percorso diventa quasi impossibile e questo rende la frode molto più
credibile.
Deepfake: il volto non è più una prova
Fino a ieri bastava una videochiamata per verificare che una
persona fosse reale. Oggi non più.
I criminali utilizzano deepfake sempre più convincenti, in grado di replicare
voce e volto con una precisione tale da ingannare anche utenti esperti.
ScamAdviser consiglia di affiancare sempre verifiche esterne: un numero di
telefono ufficiale, un sito certificato, riferimenti verificabili.
Perché gli strumenti di verifica diventano essenziali
In questo panorama, il classico “buon senso” non basta più.
ScamAdviser sottolinea che i sistemi di controllo automatico – come la propria
app o servizi di verifica reputazionale – diventano parte integrante della
protezione personale.
Analizzare un dominio, controllare un link, verificare se un sito ha già
ricevuto segnalazioni: sono passaggi che oggi non sono più opzionali.
Tabella riassuntiva delle principali truffe del 2026
secondo ScamAdviser
|
Tipologia di truffa |
Come funziona oggi |
Perché è più pericolosa |
|
Phishing evoluto |
Messaggi via mail, SMS, app; falsi QR; finte comunicazioni
postali |
Non appare più “falso”; sfrutta urgenza e convenienza |
|
Falsi colloqui di lavoro |
Videochiamate per estrarre voce, volto e gesti |
Raccoglie dati biometrici utili a rubare identità |
|
Truffe romantiche / Pig Butchering |
Conversazioni gestite da AI che costruiscono fiducia |
Manipolazione personalizzata e difficile da rilevare |
|
Frodi multicanale |
Passaggio continuo fra vari canali |
Rende complicato riconoscere incoerenze |
|
Deepfake |
Video e audio generati artificialmente |
Manda in crisi il concetto di “verifica visiva” |
|
Finti siti affidabili |
Pagine web curate e convincenti |
Appaiono legittime anche ai più esperti |
Come difendersi davvero
Il messaggio finale dell’analisi di ScamAdviser è molto
semplice, ma decisivo.
Non dobbiamo diventare tecnici informatici, ma dobbiamo cambiare mentalità.
Bisogna rallentare, dubitare, verificare altrove. Qualsiasi richiesta di soldi,
documenti, selfie o accesso deve essere controllata con strumenti esterni e
fonti indipendenti.
In un mondo digitale sempre più complesso, riconoscere una
truffa non significa “avere l’occhio”. Significa sapere che chi truffa oggi è
più veloce, più invisibile e più credibile di prima.