Cosa fare se ti rubano l’account Google: la guida pratica che nessuno ti spiega mai davvero
20 gennaio 2026
Quando perdi l’account Google, non perdi solo una mail.
Perdi l’accesso a YouTube, Drive, Foto, Maps, Documenti, contatti, backup
del telefono Android, storico degli accessi bancari e perfino SPID se
collegato.
È l’equivalente digitale di perdere chiavi di casa, portafoglio e telefono…
tutti insieme.
Eppure, quando succede, la maggior parte delle persone non
sa da dove cominciare.
Ecco allora la guida pratica — semplice, realistica e senza tecnicismi — su cosa
fare subito per recuperare il proprio account e limitare i danni.
1. Non perdere tempo: ogni minuto conta
Quando qualcuno entra nel tuo account, la prima cosa che fa
è blindarlo contro di te:
- cambia
password,
- cambia
numero di recupero,
- cambia
email alternativa,
- aggiunge
dispositivi nuovi.
Più aspetti, più il recupero diventa difficile.
Agisci immediatamente, anche se non sei sicuro al 100%.
2. Vai alla pagina ufficiale di recupero Google
L’unico link valido è questo:
https://accounts.google.com/signin/recovery
Da qui Google ti chiederà:
- ultima
password ricordata,
- conferma
dispositivi usati in passato,
- email
o numero alternativo associato,
- verifiche
sull’attività recente.
Non inventare dati: meglio dire “non lo so” che
rispondere a caso.
Gli algoritmi di recupero incrociano le tue risposte con la cronologia reale.
3. Recupera l’accesso ai dispositivi collegati (se ne hai
ancora uno)
Se l’hack non ha disconnesso tutti i dispositivi, potresti
essere ancora dentro:
- smartphone
Android,
- tablet,
- Chrome
sincronizzato,
- sessioni
“vive” su PC.
Se entri in uno di questi, vai subito su:
myaccount.google.com/security
E fai tre operazioni fondamentali:
- cambiare
la password,
- disconnettere
tutti i dispositivi,
- eliminare
metodi di recupero sospetti aggiunti dall’hacker.
È la mossa “salvavita”.
4. Verifica gli accessi recenti
Trovi tutto qui:
myaccount.google.com/device-activity
Controlla:
- accessi
da Paesi anomali,
- modelli
di dispositivi sconosciuti,
- indirizzi
IP sospetti.
Se ne trovi:
- rimuovili,
- disconnettili,
- cambia
la password una seconda volta (sì, è utile).
5. Controlla cosa è stato modificato
L’attaccante potrebbe aver:
- inviato
email a tuo nome,
- attivato
inoltri automatici,
- cancellato
email importanti,
- aggiunto
app esterne con permessi completi,
- avviato
acquisti,
- caricato
contenuti su YouTube.
Controlla:
- Gmail
? Impostazioni ? Inoltri e accessi delegati
- Google
Drive ? File modificati di recente
- Google
Foto ? Album e cestino
- YouTube
? Gestione canale
- Google
Pay ? metodi di pagamento
- Google
Play ? abbonamenti
Qualsiasi anomalia va immediatamente rimossa.
6. Cambia le password dei servizi collegati
Google è un “portachiavi digitale”.
Se qualcuno entra, può recuperare password di:
- social
network,
- e-commerce,
- app
bancarie,
- servizi
cloud,
- SPID
se collegato via mail.
Cambia i codici degli account più importanti, soprattutto
se:
- la
stessa password era usata altrove,
- erano
salvati in Chrome,
- venivano
recuperati via Gmail.
7. Avvisa contatti, colleghi, amici e familiari
Gli hacker spesso inviano:
- richieste
di soldi,
- link
malevoli,
- file
infetti,
- comunicazioni
credibili “a tuo nome”.
Un messaggio chiaro, breve, onesto tipo:
“Il mio account Google è stato compromesso. Se ricevete
email o link da me, ignorateli.”
Evita guai a te e agli altri.
8. Ripristina la sicurezza: questa volta sul serio
Dopo aver recuperato l’account, metti in campo una linea
difensiva seria:
- attiva
2FA tramite app (non SMS),
- imposta
una chiave di sicurezza fisica se gestisci dati importanti,
- crea
una password unica e lunga,
- aggiorna
l’email alternativa,
- rivedi
le app con accesso completo al tuo account,
- fai
un check mensile automatico degli accessi.
La prevenzione è mille volte più semplice della cura.
9. Se non riesci a recuperare l’account
Succede. Specialmente quando:
- i
metodi di recupero sono stati modificati,
- il
numero di telefono non è più attivo,
- non
riesci a dimostrare la “proprietà” dell’account.
In questi casi puoi:
- tentare
la procedura più volte (Google valuta continuità e coerenza),
- ricostruire
tutte le informazioni del profilo (dispositivi usati, date, città),
- dimostrare
di essere il proprietario tramite servizi collegati (ad esempio Android).
E sì: spesso si riesce, ma serve pazienza.
La domanda non è più “se” qualcuno proverà a entrare
nei tuoi account, ma “quando”.
E il caso Galeazzi, come tanti altri, dimostra che non serve essere ingenui:
basta essere umani.
L’unica vera difesa è sapere:
- cosa
fare,
- farlo
subito,
- e
avere abitudini digitali sane.
Perché oggi più che mai, un consumatore informato è un
consumatore tutelato.
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