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Caso Galeazzi: se hackerano anche un esperto, nessuno è davvero al sicuro. Ecco cosa impariamo tutti

20 gennaio 2026

Associazione Consumatori

Come proteggersi - dagli attacchi Hacker. Scarica gratuitamente la CHECKLIST DI SICUREZZA DIGITALE

Nei giorni scorsi il creator tech Andrea Galeazzi, uno dei più seguiti in Italia, si è ritrovato fuori dal suo stesso mondo digitale: account Google compromesso, canale YouTube oscurato e impossibilità di accedere ai servizi collegati. Un attacco fulmineo, partito da una email di phishing costruita talmente bene da sembrare una normale comunicazione di lavoro.

Basta un clic sbagliato e il resto succede da solo: gli hacker entrano, cambiano password e sistemi di recupero, avviano contenuti non autorizzati e fanno scattare le sanzioni automatiche delle piattaforme. Galeazzi lo ha raccontato dai social rimasti attivi, avvisando follower e partner di ignorare qualunque messaggio “strano”.

La sua vicenda è importante per due motivi molto semplici:

  1. Se ci cade un professionista esperto di tecnologia, può succedere a chiunque.
  2. Gli account oggi non sono solo “social”: sono porte d’ingresso per dati personali, metodi di pagamento, documenti, contatti e servizi essenziali.

Ed è qui che entra in gioco la tutela del consumatore digitale.
Perché una falla nella sicurezza non significa solo fatica o stress: può generare danni economici, furti d’identità, truffe a nome nostro e interminabili tentativi di recupero.

Ecco quindi una guida pratica — semplice e concreta — su come proteggersi e cosa fare appena si sospetta un accesso non autorizzato.


Come proteggersi da attacchi come quello subito da Galeazzi

1. Non usare un’unica email per tutto

È comodo, certo. È anche il modo più facile per perdere tutto in un colpo solo.
Meglio distinguere:

  • un’email “principale” super protetta,
  • un’email secondaria per iscrizioni, newsletter e contatti pubblici.

2. Autenticazione a due fattori (2FA) obbligatoria

Non basta il codice via SMS.
Meglio:

  • app di autenticazione (Google Authenticator, Authy),
  • o, per chi vuole il massimo, chiavi di sicurezza fisiche.

Verifica periodicamente anche i metodi di recupero: se un hacker entra, sono la prima cosa che cambia.

3. Riconoscere il phishing è l’unico vero antidoto

Oggi gli attacchi non assomigliano più alle email sgrammaticate di anni fa.
Sono curate, credibili, basate su brand reali e vere collaborazioni.

Regola d’oro: non cliccare mai link ricevuti via email per “verificare” l’account.
Apri il sito ufficiale e accedi da lì. Sembra banale, ma è ciò che fa la differenza.

4. Controllare regolarmente gli accessi

Almeno una volta al mese:

  • controlla dispositivi collegati,
  • rimuovi app che non utilizzi più,
  • verifica accessi da luoghi sospetti.

Dieci minuti che possono evitarti mesi di problemi.

5. In caso di sospetto attacco, agisci subito

  • Cambia password.
  • Revoca tutte le sessioni attive.
  • Segui la procedura ufficiale di recupero dell’account.
  • Avvisa contatti e, se sei un professionista, anche eventuali partner.

Il tempo è la variabile decisiva: più aspetti, più l’attaccante si “sistema” dentro i tuoi account.

Il caso Galeazzi è l’ennesima conferma che la sicurezza digitale è ormai parte integrante della vita quotidiana di ogni consumatore. Non è questione di essere “esperti” o meno: è questione di buone abitudini.

Un account compromesso non è solo un fastidio: è un rischio reale per dati, privacy, soldi e identità.

E noi, come associazione, lo ripetiamo sempre: un consumatore informato è un consumatore tutelato.

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