Rosemar.boutique: ordini pagati ma mai consegnati. Esposto all’Antitrust
10 gennaio 2026
rezzi troppo belli per essere veri, ordini confermati e poi il vuoto totale. È questo lo schema che emerge dalle numerose segnalazioni ricevute dai consumatori su Rosemar.boutique, sito di e-commerce che vende elettrodomestici online. Una dinamica che ha portato A.E.C.I. a presentare un formale esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per presunte pratiche commerciali scorrette.
ESPOSTO ROSEMAR
Parliamoci chiaro: quando i segnali di allarme sono così
tanti e così evidenti, non si può più parlare di semplici disservizi.
Come funziona il meccanismo segnalato dai consumatori
Il racconto degli utenti segue un copione ormai noto a chi
si occupa di tutela dei consumatori. Dopo l’acquisto, spesso incentivato da
prezzi molto più bassi rispetto al mercato, il cliente riceve una conferma
d’ordine e una data indicativa di consegna. Da quel momento in poi, però, cala
il silenzio.
Niente tracking affidabile, assistenza clienti che non
risponde al telefono, email con risposte vaghe o automatizzate. Il prodotto,
semplicemente, non arriva. E il rimborso resta un miraggio.
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Recensioni online e allarme sociale
Uno degli indicatori più chiari dello stato di salute di un
e-commerce sono le recensioni lasciate dagli utenti. Nel caso di
Rosemar.boutique, il quadro è tutt’altro che rassicurante. Su Trustpilot il
sito registra uno score estremamente basso, con una percentuale
schiacciante di recensioni negative.
I consumatori parlano apertamente di mancata consegna,
sospetti di truffa e pagamenti effettuati tramite bonifico bancario senza alcun
seguito. Quando il 96% delle recensioni va in una sola direzione, non è più
sfortuna: è un pattern.
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Domini che cambiano e identità poco trasparenti
Un altro elemento critico riguarda il continuo cambio di
estensione del sito: Rosemar.store, Rosemar.shopping, Rosemar.boutique. Una
strategia che rende difficile tracciare il professionista, ostacola le azioni
legali e complica enormemente il recupero delle somme versate.
A questo si aggiunge una scarsa trasparenza sulle
informazioni obbligatorie: ragione sociale poco chiara, sede legale
difficile da verificare, dati societari che non consentono al consumatore di
esercitare con facilità i propri diritti, dal recesso al rimborso.
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Pagamento con bonifico: un rischio concreto
Molti utenti segnalano che viene privilegiato il bonifico
bancario come metodo di pagamento. Tradotto: tutele ridotte al minimo.
Niente chargeback rapido, niente blocco immediato dell’operazione. Una scelta
che, in contesti come questo, aumenta in modo significativo il rischio per il
consumatore.
Quando un sito spinge su modalità di pagamento poco protette
e allo stesso tempo offre sconti aggressivi, il campanello d’allarme dovrebbe
suonare fortissimo.
Perché A.E.C.I. ha presentato un esposto all’Antitrust
Alla luce delle segnalazioni ricevute e delle verifiche
effettuate, A.E.C.I. ha chiesto all’AGCM di aprire un’istruttoria per
accertare l’eventuale esistenza di pratiche commerciali scorrette e
ingannevoli, verificare l’identità reale del professionista e valutare
provvedimenti a tutela dei consumatori.
Non è una crociata ideologica: è tutela concreta. Quando il
rischio di danno economico diventa sistemico, intervenire è un dovere.
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Cosa fare se hai acquistato su Rosemar.boutique
Se anche tu hai effettuato un acquisto su Rosemar.boutique e
non hai ricevuto la merce, non aspettare. Ogni giorno che passa riduce
le possibilità di recuperare il denaro.
Raccogli tutta la documentazione (ordine, pagamento,
comunicazioni), evita ulteriori contatti informali e chiedi assistenza a
un’associazione di consumatori. Muoversi in modo coordinato è spesso l’unico
modo per far emergere questi casi e fermare meccanismi che colpiscono sempre
gli stessi: i consumatori in buona fede.
Il futuro dell’e-commerce passa dalla fiducia. Ma la
fiducia, senza regole e controlli, è solo un altro modo per restare scottati.
Qui, purtroppo, i segnali erano tutti lì.