Acquisti online mai consegnati: AECI presenta esposto all’Antitrust contro Interior Dream Design
10 gennaio 2026
Quando un acquisto online passa dal sogno all’incubo, il problema non è solo del singolo consumatore: diventa una questione di interesse pubblico. È quello che sta accadendo con il sito Interior Dream Design, finito sotto la lente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dopo un esposto formale presentato da A.E.C.I.
A colpo d’occhio il sito interiordreamdesign.com è
costruito bene e “sembra serio”: grafica pulita, struttura da e-commerce
professionale con categorie ordinate (decorazione casa, bagno, camera da letto
ecc.), schede prodotto in stile catalogo e navigazione scorrevole; inoltre è multilingue
(es. versione “/en”) e spinge leve tipiche dei negozi strutturati, come “Spedizione
Gratuita da €39” e reso a 30 giorni, messaggi ripetuti in testata e
nelle pagine principali. Proprio questa “accuratezza” di facciata però
contrasta con quanto evidenziato nell’esposto: dietro un front-end curato,
restano criticità di trasparenza e tracciabilità del venditore (dati
societari/contatti e altri elementi) che, insieme alle segnalazioni di mancata
consegna, rendono il quadro molto più allarmante di quanto l’aspetto del sito
farebbe pensare.
L’esposto, depositato l’8 gennaio 2026, nasce da decine
di segnalazioni di consumatori che riferiscono la stessa identica storia:
ordine pagato, prodotto mai consegnato, assistenza che risponde in modo evasivo
(quando risponde), rimborsi che non arrivano.
E quando le storie si ripetono sempre uguali, non è
sfortuna. È un pattern.
Cosa segnalano i consumatori: sempre lo stesso copione
Le segnalazioni raccolte dall’associazione sono chiare e
convergenti:
- prodotti
acquistati e mai consegnati, nonostante il pagamento integrale
- ordini
che spariscono dall’area clienti
- email
di assistenza generiche, standard, senza soluzioni concrete
- assenza
totale di rimborsi, anche dopo numerosi solleciti
Non parliamo di due o tre casi isolati. Parliamo di almeno
20 segnalazioni documentate, a cui si aggiungono centinaia di recensioni
negative online, in particolare su Trustpilot, con un punteggio intorno a 1,2
su 5
Un sito che vende, ma non si fa trovare
Dall’analisi del sito www.interiordreamdesign.com
emergono criticità che, messe insieme, fanno alzare più di un sopracciglio:
- nessuna
Partita IVA indicata
- nessuna
denominazione societaria chiara
- nessun
indirizzo fisico verificabile
- nessun
numero di telefono o PEC
- condizioni
di vendita vaghe, incomplete, sbilanciate
In pratica: il sito chiede fiducia, ma non dice chi c’è
dietro.
E qui sta il punto: nel commercio elettronico la trasparenza
non è un optional. È un obbligo di legge.
Il dettaglio che pesa: dominio con dati WHOIS oscurati
C’è poi un elemento che, da solo, non sarebbe illecito, ma
che nel contesto diventa pesante.
I dati WHOIS del dominio risultano completamente
schermati: nessun nome, nessuna società, nessun riferimento pubblico al
titolare del sito. Tecnicamente possibile, certo. Ma quando:
- non
c’è Partita IVA
- non
ci sono contatti reali
- fioccano
segnalazioni di mancata consegna
…l’anonimato non tutela la privacy. Tutela
l’irrintracciabilità.
E questo rende di fatto impossibile per il consumatore
esercitare diritti basilari come recesso, rimborso o azione legale
Perché l’esposto all’Antitrust è un passaggio chiave
Con l’esposto, AECI chiede all’Antitrust di:
- avviare
un’istruttoria
- verificare
l’esistenza di pratiche commerciali scorrette
- accertare
eventuali violazioni del Codice del Consumo
È un passaggio fondamentale, perché quando il problema
assume dimensioni sistemiche, non può più essere lasciato sulle spalle
dei singoli utenti.
Qui non siamo davanti a un pacco in ritardo.
Siamo davanti a un modello di vendita opaco, potenzialmente dannoso per
centinaia di persone.
Cosa devono fare i consumatori coinvolti
Chi ha acquistato su questo sito e non ha ricevuto nulla
dovrebbe:
- non
aspettare oltre
- raccogliere
tutta la documentazione (ordine, pagamento, email)
- segnalare
immediatamente il caso
- valutare
azioni di tutela collettiva
Aspettare “ancora qualche giorno” è esattamente quello su
cui contano questi meccanismi.
Conclusione: il design può essere d’interni, ma il
rischio è reale
Un sito ben fatto, foto curate e prezzi allettanti non
bastano.
Senza trasparenza, senza identità, senza assistenza reale, l’e-commerce diventa
una trappola elegante.
L’esposto presentato all’Antitrust serve a fare chiarezza.
E, soprattutto, a evitare che altri consumatori imparino a proprie spese
una lezione che ormai conosciamo fin troppo bene.
Chi ha problemi simili non resti in silenzio:
quando le segnalazioni si sommano, il sistema inizia a scricchiolare.
Sportello per il consumatore contatti
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