ATTI DI CITAZIONE PER FATTURE TIM DEL 1998, CEDUTE ALLA VONWILLER? NON PAGATE E CONTATTATE IL CALL CENTER DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CONSUMATORI

18 dicembre 2012

Associazione Consumatori

Era il 2002 quando scoppiò il caso VONWILLER. Tim infatti, a fronte di presunte fatture non pagate aveva deciso di vendere il pacchetto completo dei mancati pagamenti (ben 700.000 fatture non pagate), alla VONWILLER, società di recupero crediti. La maggior parte di queste fatture erano addirittura riferite al servizio TACS.

Per molti giovani di oggi il servizio TACS è addirittura sconosciuto. Oggi infatti si parla di TRIBAND, UMTS, EDGE ed altri servizi di collegamento mobili e, per dirla tutta, il sistema TACS era addirittura analogico. Insomma preistoria dei cellulari.

Eppure dopo 13 anni c’è chi ancora non si è rassegnato a chiedere qualcosa che evidentemente non può chiedere.

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.
Ad A.E.C.I.  si stanno rivolgendo molti consumatori che hanno ricevuto un atto di citazione con la richiesta di pagamento per fatture relative ad una decina di anni fa.
Anche voi siete in questa situazione? La prima cosa da fare è, innanzitutto, di rivolgersi ai nostri uffici e chiedere un appuntamento per visionare nel dettaglio la documentazione per capire come affrontare la situazione nello specifico ed evitare di rimetterci molti soldi.

Gli atti di citazione che la nostra associazione di consumatori ha visionato a oggi si riferiscono a fatture del 1997/1998 per importi, a volte, di poche decine di euro. Ma questi importi esigui facilmente lievitano nell’atto di citazione predisposto dall’ufficio legale (sempre lo stesso, al momento).

Insomma. L’atto di citazione si riferisce a fatture di oltre 10 anni (quindi prescritte) e l’avvocato - per spaventare - chiede 500/700 euro a consumatori che certamente non si ricordano nemmeno di aver avuto quel servizio.

La strategia è semplice. Spaventare, intimorire per ottenere qualche soldo ed evitare la causa.

Cosa fare. I consigli di A.E.C.I.
1) NON PAGATE
2) NON TELEFONATE ALLO STUDIO LEGALE
3) NON PERDETE TEMPO
4) RIVOLGETEVI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CHE VI AIUTERA’ A RISOLVERE IL PROBLEMA:
- Alle sede A.E.C.I.a te più vicina;
- alla Chat on line o al form sottostante
- allo sportello telematico
helpdesk@euroconsumatori.eu

La nostra associazione intanto non perde tempo e sta preparando la documentazione per segnalare all’Ordine degli Avvocati il legale che sta inviando tali atti ai consumatori .

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