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SUPERMERCATI : OCCHIO AL PREZZO. Cosa fare quando il prezzo esposto è poco chiaro?

8 ottobre 2010

Associazione Consumatori

Nel continuo sforzo di informare i consumatori circa i loro diritti, A.E.C.I. questa volta punta l’attenzione sulla trasparenza dei prezzi nei supermercati.
Succede non di rado nei supermercati che i prezzi, non esposti con la dovuta chiarezza, portino il consumatore a confondersi e a pagare più di quanto avesse voluto.

In alcuni casi la scarsa chiarezza può essere dovuta a disorganizzazione del personale del supermercato, a mancanza di attenzione, semplice negligenza; in altri casi c'è una vera e propria volontà di ingannare il consumatore.

Può accadere infatti che, negli scaffali dei supermercati, i prodotti di marca vengono posti in alto, mentre quelli meno conosciuti in basso.
A volte addirittura i prezzi dei primi mancano e sono in evidenza solo quelli dei prodotti di minor pregio. Il consumatore è portato a pensare per errore che gli uni e gli altri abbiamo lo stesso prezzo. Ma non è così. Solitamente, che alla cassa sia stato battuto il prezzo più alto, ci si accorge solo a casa.
Oppure, succede che il prezzo non si legga bene o, ancora, che le etichette dei prezzi non si riferiscono esattamente al prodotto venduto, ma ad un altro posto in altra sede o non ci sia affatto.
In tutti i casi, fa fede soltanto il prezzo esposto, anche se per errore non è stato aggiornato. Se quello battuto alla cassa è superiore, il consumatore ha diritto alla detrazione (Dlgs 114/1998; art. 1336 Codice civile).
    
Il Codice del Consumo (D.Lgs 206/2005), recependo la direttiva 98/6/CE del 16 febbraio 1998 che impone ai commercianti l'obbligo di indicare ai consumatori non solo il prezzo di vendita ma anche il prezzo del prodotto per unità di misura, disciplina la corretta indicazione del prezzo dei prodotti nei supermercati e non solo.

I prezzi dei prodotti debbono essere esibiti in modo chiaro e comprensibile e, comunque, devono essere direttamente visibili e leggibili dal consumatore.

L’omissione di indicazione del prezzo (finale di vendita o per unità di misura) comprensivo di IVA e di ogni altra imposta o la sua scorretta indicazione, possono integrare una pratica commerciale ingannevole.

Quindi, secondo quanto previsto dal Codice del Consumo, si possono applicare delle procedure inibitorie e delle sanzioni amministrative.  

Sono tenuti ad indicare il prezzo non solo i commercianti al dettaglio ma tutti coloro che pongono in vendita prodotti derivanti da una attività professionale. Come ad esempio, gli industriali che vendono i beni prodotti nei luoghi di produzione o nei locali adiacenti, i produttori agricoli, i venditori di carburanti od olii minerali, gli artigiani , i pescatori ecc.

A.E.C.I. consiglia di prestare la massima attenzione e, se il punto vendita nel quale vi siete recati non ha indicato correttamente i prezzi, comunicatelo ai nostri esperti per telefono nella sede A.E.C.I. a voi più vicina, per e-mail (helpdesk@euroconsumatori.eu) e tramite la CHAT ON LINE su www.euroconsumatori.eu.

A.E.C.I. provvederà ad inviare una lettera di chiarimento all'esercizio commerciale imputato.

AECI si impegna ogni giorno per difendere i diritti dei consumatori. Di tutti i consumatori. Se siamo in tanti, valiamo di più. Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi contribuire a migliorare la nostra società, condividendo le nostre battaglie, AIUTACI A CRESCERE. L'iscrizione in adesione è al costo di 2 euro e se deciderai di fare la tessera ordinaria, avrai uno sconto del 10%

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