E' PROPRIO NECESSARIO L'AUMENTO DELL'IVA ? ECCO UN PIANO ALTERNATIVO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

A.E.C.I. è già più volte intervenuta sul tema IVA e sulle problematiche che porterebbe il contestuale aumento. Inutile negare che l'aumento sarà deleterio per tutti in quanto ci sarà una sicura contrazione dei consumi e un rischio di aumento del sommerso.

Deve quindi essere considerata una politica regressiva sotto diversi aspetti ma anche dal punto di vista delle entrate del gettito fiscale. Non è certamente palese il rapporto matematico più iva più entrate. Ovviamente l'aumento dell'aliquota produrrà un aumento del gettito ma deve essere considerata la diminuzione consumi e l'aumento del sommerso che il tutto produrrà. Se è vero infatti che la maggiorazione colpirà i più larghi consumi che in parte sono (certamente) necessari (beni di prima necessità) è vero anche che gran parte di questi consumi verranno contratti e alcuni di essi passeranno al canale del sommerso.


LA POLITICA DEL FALLIMENTO
I politici che negli ultimi 30 anni hanno governato l'Italia lo hanno fatto per puro spiro individualistico e in barba a quello collettivistico. Destra e Sinistra si sono spartiti lo scettro delle mancate riforme (soprattutto economiche) ed il risultato è il classico nodo arrivato al pettine. Il problema è che proprio questa classe politica non ha le capacità risolutive della crisi economica. Serve uno spunto riformatore.
Probabilmente manca la volontà politica. In una famiglia sana, in tempi di crisi, si blocca il superfluo, ma si continua ad investire in istruzione e salute (sino a quando si può). Una famiglia normale (per esempio) se ha due macchine (in caso di crisi) ne dismette una. Uno stato sano dunque potrebbe bloccare TAV, F35. La nostra associazione (come in passato) vuole dimostrare come trovare risorse anche in altri ambiti.

E' PROPRIO NECESSARIO ARRIVARE ALL'AUMENTO DELL'IVA?
La nostra associazione di consumatori è più volte intervenuta proprio su una riprogrammazione della spesa economica. Riprogrammazione che porterà nelle casse dello stato notevole risparmio e quantità economiche che possono essere riutilizzate o per abbattare i costi della politica.
Serve programmazione ma, soprattutto, serve una rapida modernizzazione della pubblica amministrazione italiana.

In diversi articoli la nostra associaione di consumatori ha dimostrato come sia possibile reperire (in breve termine) somme economiche da destinare alla riforma della P.A. riforma che produrrà a sua volta un ulteriore risparmio economico.

Nell'articolo  I COSTI PER MORIRE: LE MISSIONI DI PACE E I SOLDI SOTTRATTI AI CITTADINI ITALIANI  scrivevamo "I costi per morire. Quasi 748 milioni di euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni ISAF ed EUPOL, con il compito di fornire assistenza e formazione alla Polizia afghana. Ai 748 milioni circa vanno aggiunti: 3 milioni circa per le attività della Guardia di Finanza; 3 milioni e mezzo per la partecipazione finanziaria al Fondo fiduciario della NATO per il sostegno all’esercito nazionale afghano e al fondo del Nato-Russia Council, che finanzia il settore dell’elicotteristica; quasi 22 milioni per il personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein, Qatar e a Tampa (Florida) per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan."

Risorse che potrebbero essere utilizzate per riformare la Pubblica Amministrazione. Da uno studio di Microsoft si rileva infatti come una riforma possa far risparmiare dai 2,9 ai 4,2 miliardi annui. Lo studio intitolato "La comunicazione digitale al servizio della Spending Review" mostra che, attraverso un'operazione di diffusione delle tecnologie di comunicazione integrata e collaborazione negli enti pubblici in Italia, si potrebbero generare risparmi pari a circa 1.381 euro/anno per dipendente, con un valore assoluto complessivo a livello di Sistema Paese superiore ai 2,9 miliardi di euro all'anno.
Il risultato è ottenuto analizzando la spesa in telecomunicazioni della PA e quella riconducibile a riunioni e trasferte dei dipendenti pubblici, che nel complesso ammontano a un totale di circa 3,755 miliardi di euro/anno (1.788 euro/anno per dipendente).

Una riforma strutturale della Sanità pubblica (evitando dunque tagli ai servizi e alle prestazioni) porterebbe un risparmio di circa 15 miliardi annui. Il tema è stato affrontato da A.E.C.I. nell'articolo SANITA': CON LA TECNOLOGIA E IL DIGITALE RISPARMIO SINO A 15 MILIARDI L'ANNO. Ad esempio si potrebbero risparmiare 1,37 miliardi grazie alla Cartella Clinica Elettronica, 860 milioni rendendo digitali i referti e le immagini, oppure 4,6 miliardi grazie ai servizi di ritiro e download dei documenti clinico-sanitari via web. Così l'Italia è scivolata dal 15 al 21 posto per qualità, tra i 34 censiti dall'Euro Health Consumer Index 2012.

L'aumento dell'IVA, che ormai sembra inevitabile, è l'ennesima dimostrazione di una classe politica totalmente inadeguata.

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