SANITA': CON LA TECNOLOGIA E IL DIGITALE RISPARMIO SINO A 15 MILIARDI L'ANNO.

MENO TAGLI LINEARI 
La politica dei tagli lineari ha prodotto, in Italia, un drastico abbassamento della qualità delle prestazioni sanitarie pubbliche. Non c’è stato, sino ad ora, programmazione o razionalizzazione delle risorse. Si è scelto di tagliare a casaccio. L’uso della tecnologia porterebbe notevoli risparmi non solo al sistema sanitario nazionale 
L'impatto sulla qualità della sanità italiana di questa mancata 'spinta digitale' secondo gli esperti ''e' preoccupante'': il nostro Paese ''e' scivolato dal 15° al 21° posto per qualita', tra i 34 censiti dall'Euro Health Consumer Index 2012

LA SANITA’ ITALIANA
Il modello sanitario italiano è stato, tra luci ed ombre, tra i migliori mondiali e in questo momento, soprattutto per errori di programmazione politica, si trova in una fase di regressione tecnico/economica.  Un sistema che però, per sopravvivere alla crisi, dovrebbe reagire attraverso maggiori investimenti necessari ad una ristrutturazione (grazie all’uso della tecnologia) che porterà benefici economici e tecnici.

TAGLI LINEARI MENO QUALITA – MENO PRESTAZIONI – MENO SOFFISFAZIONE.
Secondo i dati del rapporto infatti, nel Centro-Sud oramai la maggioranza dei cittadini giudica inadeguati i servizi offerti dal nostro Ssn (53,5% al Centro e 62,2% al Sud contro una media Italia del 43,9%). E il trend e' del tutto negativo, come mostra il 31,7% di assistiti che giudica peggiorati i servizi sanitari della propria regione. Un'altra discriminante nel livello di qualità percepito dagli assistiti è poi la più massiccia politica di tagli che giocoforza hanno dovuto mettere in atto le 8 Regioni in piano di rientro dai deficit: il 57,8% di chi vive in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Piemonte, Calabria, Puglia e Sicilia si e' dichiarato insoddisfatto contro un più modesto 23,3% di 'scontenti' delle altre Regioni. Una riprova dell'impatto tutt'altro che indolore delle politiche di austerity in sanità.

PIU’ INNOVAZIONE
Nella sanità italiana il budget destinato all'innovazione digitale "è in calo e mal distribuito", anche se applicare nel verso giusto la tecnologia permetterebbe un risparmio annuo di circa 15 miliardi. Conti alla mano, l'Osservatorio ICT in Sanita' della School of Management del Politecnico di Milano dice che la qualità dei servizi negli ultimi anni di spending review, ha perso posizioni nel confronto con le altre nazioni. La spesa ICT per la sanità è stata di 1,23 miliardi di euro nel 2012 (-5% rispetto al 2011), "appena 21 euro per abitante", la meta' rispetto a Francia e Gran Bretagna.

PIU’ QUALITA’ DI SERVIZIO
Ad esempio si potrebbero risparmiare 1,37 miliardi grazie alla Cartella Clinica Elettronica, 860 milioni rendendo digitali i referti e le immagini, oppure 4,6 miliardi grazie ai servizi di ritiro e download dei documenti clinico-sanitari via web. Così l'Italia è scivolata dal 15 al 21 posto per qualità, tra i 34 censiti dall'Euro Health Consumer Index 2012.
Eppure ci sono aziende pubbliche che lavorano in questa direzione. Grazie alla piena condivisione dei sistemi informativi diagnostici, le quattro ULSS del territorio vicentino (Vicenza, Bassano del Grappa, Thiene e Arzignano) hanno evitato seimila trasporti medicalizzati e 1.500 ricoveri, con un risparmio di 3 milioni di euro. I numeri: 607 teleconsulti nel 2012, 853 previsti nel 2013 per un totale di duemila teleconsulti complessivi dall'inizio del Progetto Step (Sistema Teleconsulto Polispecialistico) gestito da Infracom e coordinato da Giampaolo Stopazzolo, direttore Area Vasta tecnologie informative sanitarie, Ulss 6 Vicenza.

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