LE POSTE RIVEDONO IL TARIFFARIO DEI SERVIZI POSTALI IN ATTESA DELL'OK DELL'AGCOM

4 febbraio 2015

In attesa della privatizzazione programmata per il 2015, Poste Italiane rivede le tariffe. In un momento di crisi economica era certamente una cosa da posticipare e da evitare. Vediamo quali e come saranno i rincari.

LETTERA PRIORITARIA - 
Oggi la prioritaria ha un costo di 80 centesimi e deve essere consegnata entro un giorno. Questa è la tariffa base per gli invii fino a 20 grammi di peso. Nei progetti di Poste, la Nuova Prioritaria ci farà spendere 3 euro. Da 80 centesimi a 3 euro. Da notare che contestualmente all'aumento tariffario potrebbe abbassarsi la qualità del servizio: la vecchia prioritaria giunge infatti a destinazione in una giornata nell’89% dei casi, mentre la Nuova arriverebbe puntuale solo nell’80%degli invii.

RACCOMANDATA - Oggi la tariffa base è di 4 euro (sempre col limite di un peso massimo di 20 grammi). Nel nuovo schema, la raccomandata aumenterebbe a 4 euro e 25 centesimi. Anche qui, però, lo standard qualitativo si abbasserebbe. La vecchia raccomandata – che è tracciata e ci dà la garanzia legale dell’invio – arriva a casa del destinatario in 3 giorni (questo nel 92,5% dei casi). La nuova raccomandata verrebbe consegnata in 4 giorni e solo nel 90% dei casi.

POSTA ONLINE - Un numero sempre maggiore di consumatori evita ormai la fila all’Ufficio postale e utilizzano il computer. Scrivono la lettera al pc e – tramite il sito delle Poste – la inviano. Le Poste stampano la lettera e la portano a destinazione nella versione fisica, materiale. Anche qui sono previsti degli aumenti. La ordinaria che nasce online – un’altra novità – costerebbe 70 centesimi. La prioritaria online invece1,8 euro (contro i 70 cent di oggi). Nessuna variazione per la particolare raccomandata che nasce online, confermata a quota 3,3 euro.

AGCOM E PRIVATIZZAZIONE - Come già nel 2013, spetta all’AgCom approvare la manovra di Poste. Se autorizzati anche solo in parte, i ritocchi daranno una spinta alla privatizzazione di cui si è discusso mercoledì - in una riunione presso il ministero dell’Economia - fra l’ad di Poste Francesco Caio, il capo del Dipartimento del Tesoro Vincenzo La Via e il capo della Segreteria Tecnica del ministro Fabrizio Pagani.

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