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NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA DI ROMA.LUCI E OMBRE SULLA NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA DI ROMA

15 aprile 2013

Associazione Consumatori

Sede Unica della Provincia di Roma: uno spreco di 280 milioni di euro.

I dipendenti della Provincia di Roma tornano a mobilitarsi per il 15 aprile per protestare contro la deportazione in massa nella sede costosa, disagiata e inutile del Torrino

Ormai Nicola Zingaretti si è dimenticato della Provincia di Roma perché impegnato come governatore della Regione Lazio e ha lasciato la patata bollente nel gestire la difficile partita della deportazione dei dipendenti dell’ente provinciale alla nuova sede Eur-Torrino al commissario straordinario Dottor Umberto Postiglione. Sebbene fosse chiaro che la Provincia di Roma sarebbe stata abolita e riassorbita nell’area metropolitana (le cui competenze sono ancora tutte da chiarire), l’acquisto della Sede Unica per una spesa complessiva di 280 milioni di euro è stata comunque imposta dalla Giunta Zingaretti come un operazione di trasparenza, razionalizzazione dei servizi e miglioramento produttivo e di fatto calata come una scure sui dipendenti senza fornire spiegazioni esaurienti sulle procedure di acquisizione della nuova sede, sui contratti stipulati e sull’alienazione del patrimonio immobiliare provinciale, alcuni di gran pregio, svenduti per fare cassa. A dire il vero, chiamare l’acquisto della nuova sede del Torrino, per intenderci il famoso “Grattacielo Parnasi” (dal nome della rampante famiglia di costruttori che nel tempo ha stretto solidi amicizie con l’entourage che conta nel partito PD) un’operazione di razionalizzazione e di miglioramento produttivo è uno specchio per le allodole, in quanto prima si devono vendere i beni di proprietà della Provincia e poi dopo passare all’acquisto dell’edificio, attraverso una società di gestione del Fondo Immobiliare che non è ben chiaro se sia di proprietà dell’ente oppure sia privata e che già percepisce gli affitti di stabili che prima erano nostri. Inoltre, se non si riuscirà  trovare i soldi necessari per l’acquisto dell’enorme palazzone, pari a 280 milioni di euro, di certo si procederà con ulteriori strette nel già magro stipendio dei dipendenti pubblici, magari riducendo la produttività che fa parte del salario accessorio e quindi, di fatto, gestibile a discrezione dell’ente (anche grazie alle ultime disastrose riforme del lavoro volute dal Governo Berlusconi e Monti, in nome di una falsa meritocrazia). Strani giochi sulla pelle dei dipendenti pubblici di cui, ci dispiace dirlo, la sinistra intera ha sempre taciuto, vantando la bontà dell’operazione anche quando i dipendenti si riunivano in assemblea o sotto la sede della Provincia di Roma (Palazzo Valentini) per protestare e venivano zittiti in malo modo. In particolare, in una fase storica così delicata di riordino della macchina amministrativa e di grave recessione economica con disoccupazione alle stelle e mancanza di servizi essenziali per la cittadinanza non si comprende proprio l’utilità di una tale scelta che ha più il sapore speculativo che fornire un fantomatico servizio (quale poi?) alla collettività, senza contare che si andrebbe ad aumentare il deficit di bilancio di un ente che ancora non è mai stato chiaro sulle spese di gestione delle precedente Giunta Gasbarra. Per questo, forti della pressione del sindacato USB e delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (tranne la CGIL), é stata indetta l'assemblea dei lavoratori per mercoledì 15 Aprile sulla sede unica, in visto che durante la presentazione della "cabina di regia" l'Amministrazione Provinciale non solo non ha fornito risposte convincenti, ma è apparsa incerta e titubante.

A dire il vero, chiamare l’acquisto della nuova sede del Torrino, per intenderci il famoso “Grattacielo Parnasi” (dal nome della rampante famiglia di costruttori che nel tempo ha stretto solidi amicizie con l’entourage che conta nel partito PD, come riportato da diverse testate giornalistiche) un’operazione di razionalizzazione e di miglioramento produttivo è uno specchio per le allodole, in quanto prima si devono vendere i beni di proprietà della Provincia e poi dopo passare all’acquisto dell’edificio, attraverso una società di gestione del Fondo Immobiliare che non è ben chiaro se sia di proprietà dell’ente oppure sia privata e che già percepisce gli affitti di stabili che prima erano nostri.
E' stata inoltrata anche la richiesta formale al Commissario Straordinario e al Segretario Generale di tutti gli atti relativi (Deliberazioni, Determinazioni Dirigenziali e Contratti sottoscritti, completi dei loro allegati) con lo scopo di capire quali possano essere le eventuali ricadute negative sui lavoratori. Tutti i lavoratori della Provincia di Roma sono in stato di agitazione e alle operazioni di facciata di Porta Futuro, della Nuova Sede del Torrino, dei collegamenti WI FI, vogliono risposte concrete e soddisfacenti sul loro futuro che si fa sempre più nero.

A cura di Alessandro Spadoni per conto di A.E.C.I. LAZIO

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