EMAIL TRUFFA (PHISHING) A NOME DI ARUBA. ECCO I CONSIGLI DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

La nostra associazione di consumatori ha ricevuto molte segnalazioni circa delle email truffa inviate a clienti di aruba. Il trucco, ben congegnato, invita il cliente al pagamento per l'adeguamento delle percentuale iva. Pena la sospensione dell'account.

La truffa è congegnata benissimo. Innanzitutto i truffatori verificano che il sito internet sia "ospitato" dal maintener aruba. A questo punto inviano la mail all'ignaro cliente. I colori, il logo di aruba fanno si che la vittima tenda a considerare veritiera la comunicazione.

Vediamo i difetti. Innanzitutto la mail è generica. Non è indirizzata al cliente, ovvero, non viene menzionato il nome del cliente.

Il sito rimanda poi a un link non ospitato da domini "aruba". Ecco i consigli della nostra associazione di consumatori.


COME RICONOSCERE LE PAGINE DELLA BANCA E/O DELLE TRANSAZIONI SICURE

I siti altamente referenziati utilizzano protocolli https. L’https (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer) è il sistema di sicurezza che decripta il segnale ed è il sistema utilizzato dalle banche e, quindi, altamente sicuro. 
Per verificare ciò è sufficiente leggere sulla barra dell’indirizzo del browser (il programma di navigazione) e prima del classico www.nomesito.it invece del http// deve essere esplicitato https// (cioé con una esse in più).
Questo tipo di comunicazione garantisce che solamente il client e il server siano in grado di conoscere il contenuto della comunicazione.

COSA FARE
Innanzitutto il consiglio è quello di dotarsi di un ANTIVIRUS (ne esistono alcuni gratis, che svolgono la loro funzione egregiamente). Sarebbe opportuno dotarsi anche di uno SPYBOT, ovvero di un piccolo software che individua e distrugge applicativi spia. Questi sono dei piccoli software che si autoinstallano ad insaputa dell’utente, carpiscono i dati e li inviano a chi ne farà uso truffaldino. 

Se avete ricevuto una mail sospetta dalla Banca (vostra e non) o dalla Posta con la richiesta dei vostri dati personali e password: 
- NON fornite MAI per alcun motivo i vostri dati;
- Contattate la vostra Banca/Posta per verificare la richiesta.

Se avete inavvertitamente scaricato il file infetto
La presenza dell'ANTIVIRUS vi permetterà di isolare ed eliminare il file 

Se avete comunicato i vostri dati
- Mettetevi immediatamente in contatto con la banca per bloccare carte ed accesso alla banca on line;
- È opportuno denunciare l’accaduto presso un ufficio di Polizia locale. 
È estremamente importante la velocità di reazione: prima si agisce per il blocco, prima si limitano le conseguenze negative.

Consigli generici.
Oltre a quello più comune e antico FIDARSI E’ BENE NON FIDARSI E’ MEGLIO, riepiloghiamo alcuni consigli e suggerimenti:
1) Dotarsi di software antivirus e spybot;
2) Il miglior antivirus è l’utente: chi non scarica e non “consegna” le password è certamente più al sicuro;
3) Cambiare le password sistematicamente e a periodi scadenzati (ogni 2/3 mesi);
4) Comporre password alfanumeriche di 8/10 caratteri;
5) I propri dati devono essere comunicati solo alla banca, che NON li chiederà MAI tramite mail.

INVITIAMO TUTTI ALLA MASSIMA ALLERTA E A DARE DIFFUSIONE ALLA PRESENTE NOTIZIA. 

Come sempre, gli esperti di A.E.C.I. sono disponibili per telefono nella sede A.E.C.I. a voi più vicina, per e-mail (helpdesk@euroconsumatori.eu) e tramite la CHAT ON LINE su www.euroconsumatori.eu.

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