CASE POPOLARI: LAVORATORI, STRANIERI, PRECARI E DISOCCUPATI SCENDONO IN PIAZZA CONTRO LA GIUNTA ALEMANNO. A.E.C.I. È A FIANCO A TUTTE QUESTE PERSONE

Coordinati da Action Diritti i movimenti per il diritto alla casa chiedono una soluzione immediata all’emergenza abitativa e la tutela dei propri diritti

 

In Campidoglio dinnanzi ai palazzi del potere si sono radunate famiglie, precari, gente comune per protestare contro la politica miope e insensibile del sindaco Alemanno e della sua Giunta che non offre nessun tipo di soluzione all’emergenza abitativa e che ha imposto di fatto il blocco dell’assegnazione delle case popolari. In particolare, non si è provveduto al riconoscimento, già per altro stabilito dalla precedente Giunta Veltroni, alle precedenti occupazioni, come quella di via de Lollis e all’assegnazione di alloggi a Rocca Cencia, come disposto dagli atti deliberativi del comune e da diversi protocolli. Action Diritti, assieme agli altri movimenti di lotta per la casa, rivendica l’affitto sociale, l’edilizia popolare (come accade nella potente e rigorosa Germania), il sostegno al reddito, la tutela dei beni pubblici e le garanzie di diritti fondamentali dell’uomo quali la casa, il lavoro, la salute, l’istruzione, la cultura che sia il Governo Nazionale sia il Comune di Roma non sembra voler più sostenere ed espandere. Coraggiosamente, gli attivisti di Action sono scesi in piazza per avviare una mobilitazione generale e forme di lotta sempre più forti e decise per spingere il sindaco Alemanno e la sua amministrazione lenta e inefficace a mantenere le promesse sancite da atti deliberativi e da protocolli d’intesa, risolvendosi ad assegnare le case popolari agli occupanti di De Lollis e ai 10 punti. Compatta e indignata la parte sana del paese, quella gente che vive e lavora affrontando fatiche e prove dure senza appoggi e senza sostegni d’alcun genere, ha deciso di manifestare tutta la propria indignazione verso un mondo politico e imprenditoriale che ormai ha perso completamente il contatto con la realtà ed è preso solo dai propri interessi particolaristici e da beghe interne, dimenticando che l’economia vera, quella reale, si regge sulle spalle di operai, impiegati, artigiani, piccoli imprenditori, precari, lavoratori stranieri. Una protesta dignitosa, eroica che ha inteso mettere in luce le gravi mancanze di una classe dirigenziale e amministrativa assolutamente cieca dinnanzi ai problemi concreti di una massa di persone che ogni giorno di più viene spinta ai margini della società a vantaggio di un gruppo di privilegiati collusi con un sistema di potere corrotto e ipocrita. Non si tratta più di difendere qualche ideologia vecchia e superata, ma di garantire quei valori universali che rendono una vita degna di essere vissuta e che non possono essere dimenticati da uno Stato che si dice di Diritto. Valori che sono sanciti a chiare lettere negli articoli della nostra costituzione e che dovrebbero essere monito e guida per tutti noi. A prescindere dagli schieramenti politici e da opposte visioni.

 

A cura di Alessandro Spadoni 

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