Soccorsi senza motivo: il nuovo tariffario e chi deve pagare
30 luglio 2026
Nuovo tariffario per i soccorsi ingiustificati: fino a 4mila euro l'ora per un elicottero. Cosa prevede la norma e chi deve pagare.
Cosa prevede il nuovo tariffario
Il principio alla base della norma è semplice: chi provoca
un intervento delle Fiamme Gialle attraverso una condotta dolosa o gravemente
colposa, oppure chiede un soccorso che si rivela del tutto ingiustificato,
dovrà farsi carico delle spese dell'operazione. Il tariffario del Ministero
dell'Economia quantifica innanzitutto il costo del personale impiegato,
calcolato in base al grado e alla qualifica: si parte da poco più di trenta
euro l'ora per appuntati e finanzieri dei ruoli ordinari, fino ad arrivare a
circa sessanta o settanta euro l'ora per gli ufficiali superiori. Le regole
stabiliscono inoltre che ogni intervento di durata inferiore a un'ora venga
comunque conteggiato come un'ora intera, mentre le frazioni oltre i sessanta
minuti si considerano solo se superano la mezz'ora.
Dove il conto sale davvero: i mezzi aerei e navali
Se il costo del personale resta contenuto, è l'impiego dei
mezzi a incidere in modo sostanziale sul totale. Anche i veicoli terrestri
hanno una tariffa calcolata sui chilometri percorsi, differenziata in base al
tipo di alimentazione: tra i più onerosi figura la motoslitta, che supera un
euro e mezzo al chilometro, seguita da quad e altri mezzi speciali. È però
quando l'intervento richiede il supporto di velivoli o imbarcazioni che le
cifre cambiano radicalmente ordine di grandezza. Un elicottero bimotore
della Guardia di Finanza può arrivare a costare oltre quattromila euro per ogni
ora di volo, mentre gli aerei turboelica di categoria medio-leggera
sfiorano i cinquemila euro l'ora, risultando la voce più cara dell'intero
tariffario. Anche sull'acqua la forbice dei costi è ampia: un pattugliatore
moderno supera i mille euro l'ora, mentre le vedette costiere di dimensioni più
contenute restano su cifre nettamente inferiori, sotto i sessanta euro.
Un discorso a parte meritano i droni, che si confermano lo
strumento più economico a disposizione del Corpo per attività di controllo e
ricognizione: un quadricottero mini costa meno di cento euro l'ora, e anche i
modelli a pilotaggio remoto più sofisticati restano su importi di poche
centinaia di euro, ben lontani dalle cifre richieste per l'impiego di
elicotteri e aerei.
Quando scatta l'obbligo di pagamento
È importante chiarire che il tariffario non si applica a chi
chiede soccorso in buona fede per una situazione di reale pericolo, anche
qualora l'emergenza si riveli poi meno grave del previsto: la norma colpisce
esclusivamente le richieste di soccorso ingiustificate o le situazioni
provocate da dolo o colpa grave da parte di chi le ha determinate. Si
pensi, a titolo di esempio, a chi si avventura consapevolmente in un percorso
montano interdetto e segnalato come pericoloso ignorando ogni avvertimento,
oppure a chi effettua una segnalazione di emergenza sapendo che non corrisponde
al vero. In questi casi, l'Amministrazione può ora quantificare con precisione
il costo dell'operazione e richiederne il rimborso a chi lo ha causato,
attraverso un procedimento amministrativo che tiene conto del personale, dei
mezzi e della durata effettiva dell'intervento.
Cosa cambia per i cittadini
Per la stragrande maggioranza dei cittadini che si trova in
una situazione di reale difficoltà, nulla cambia: il soccorso pubblico resta
gratuito e disponibile, come deve essere in uno Stato che tutela il diritto
alla sicurezza e all'assistenza. La norma introduce piuttosto un deterrente
mirato contro comportamenti irresponsabili o in mala fede, con l'obiettivo
dichiarato di evitare che risorse pubbliche limitate vengano sottratte a chi ne
ha davvero bisogno per essere impiegate in richieste inappropriate. Resta
tuttavia un tema di attenzione per i consumatori: la valutazione di cosa
costituisca un intervento "ingiustificato" o una condotta di
"colpa grave" non è sempre lineare, ed è essenziale che chi si trova
destinatario di una richiesta di rimborso possa verificare puntualmente i
presupposti applicati e le voci di costo addebitate, prima di procedere a un
pagamento che può raggiungere cifre estremamente elevate in presenza di mezzi
aerei.
In questi casi diventa fondamentale poter contare su un
supporto competente per comprendere se la richiesta di rimborso sia stata
correttamente motivata e calcolata secondo i criteri previsti dal tariffario, e
per valutare eventuali strumenti di tutela qualora si ritenga che l'addebito
non sia conforme ai presupposti fissati dalla normativa.