Multa Temu dogana contraffazione: i rischi per chi acquista online
27 luglio 2026
Multa Temu dogana contraffazione: rischi, sanzioni fino a 7.000 euro e le novità europee su tasse e sicurezza dei prodotti.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di consumatori italiani colpiti da sanzioni doganali salate per acquisti effettuati su Temu, spesso per ordini dal valore complessivo di poche decine di euro. Capire come funziona questo meccanismo, quali sono i rischi concreti e cosa sta cambiando a livello europeo è indispensabile per chiunque utilizzi con regolarità le piattaforme di e-commerce extra UE.
Come nasce il rischio della multa doganale
Il caso più emblematico riguarda un ordine da poco più di quaranta euro, comprensivo di articoli di uso quotidiano come una maglietta e alcuni fermagli per capelli, che ha portato l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a contestare la contraffazione di due prodotti e a comminare una sanzione di oltre seicento euro, con sequestro obbligatorio della merce. La norma di riferimento è l'articolo 1, comma 7-bis del decreto-legge n. 35 del 2005, come modificato dalla legge n. 238 del 2021: prevede una sanzione amministrativa da 300 a 7.000 euro per l'acquirente finale che introduce nel territorio dello Stato beni provenienti da Paesi extra UE in violazione delle norme su origine, proprietà industriale e diritto d'autore, a condizione che i beni non superino i venti pezzi o i cinque chili di peso lordo e che l'acquisto non sia riconducibile a un'attività commerciale.
Il punto controverso, che riguarda da vicino la tutela dei consumatori, è che ai fini doganali chi acquista online viene considerato a tutti gli effetti importatore della merce, e quindi responsabile della violazione anche se non ha alcun modo di verificare, al momento dell'acquisto, se il prodotto ordinato sia autentico o contraffatto. Chi compra su un marketplace come Temu vede solo fotografie e descrizioni: non può ispezionare fisicamente l'articolo prima che arrivi, e questo crea una asimmetria evidente tra la responsabilità che la legge attribuisce all'acquirente e la reale possibilità che questo ha di tutelarsi in anticipo.
La sanzione europea e cosa significa per i consumatori italiani
Sul fronte europeo, la Commissione ha irrogato a Temu una sanzione per violazione del Digital Services Act, riferita a carenze nella valutazione dei rischi legati ai prodotti venduti sulla piattaforma. L'istruttoria ha rilevato, tra gli esempi emersi, caricabatterie che non superavano i test di sicurezza di base e giocattoli con rischi legati a componenti chimiche oltre i limiti consentiti. Temu ha ricevuto un termine, fissato al 28 agosto 2026, per presentare un piano d'azione correttivo, come previsto dall'articolo 75 del regolamento europeo sui servizi digitali. La sanzione non comporta la sospensione dell'attività della piattaforma sul mercato europeo, che continua a operare regolarmente, ma segna un precedente rilevante sul piano della responsabilità dei grandi marketplace extra UE rispetto alla sicurezza e alla conformità dei prodotti venduti da venditori terzi.
Parallelamente si sta muovendo anche il fronte fiscale e doganale a livello europeo: è stato raggiunto un accordo di massima per introdurre una nuova imposta di gestione su ogni singola spedizione proveniente da Paesi extra UE e diretta al consumatore finale, pensata per coprire i costi crescenti della gestione doganale del volume enorme di pacchi generato da piattaforme come Temu e Shein. Sarà la Commissione europea a stabilirne l'importo, con revisione periodica, e gli Stati membri dovranno iniziare a riscuoterla non appena saranno pronti i sistemi informatici necessari, comunque entro il primo novembre 2026. Anche se pensata soprattutto per colpire i grandi operatori dell'ultra fast fashion e dell'e-commerce a basso costo, la misura si applicherà in modo trasversale a tutte le spedizioni extra UE dirette ai consumatori.
Come tutelarsi in concreto
Per chi continua a fare acquisti su queste piattaforme, la prudenza resta lo strumento più efficace. È opportuno diffidare in modo particolare degli articoli che richiamano marchi noti a un prezzo palesemente incompatibile con quello di mercato, perché è proprio in quella fascia di prodotti che si concentra il rischio più alto di contestazione doganale per contraffazione. Va inoltre tenuto presente che la responsabilità in caso di sequestro ricade sull'acquirente anche quando questi agisce in totale buona fede, e che il procedimento di opposizione a una sanzione doganale richiede spesso il supporto di chi conosce nel dettaglio la materia, vista la complessità della normativa doganale e la rapidità con cui i termini di impugnazione possono decorrere. Con l'introduzione della nuova imposta di gestione sulle spedizioni extra UE, inoltre, anche il costo complessivo di un acquisto su queste piattaforme cambierà, ed è ragionevole attendersi che i prezzi apparentemente più bassi si avvicinino gradualmente a quelli dei canali di vendita tradizionali.