Sorpassometro: dove si trova, cos'è, come funziona e quali multe rischia
23 luglio 2026
Sorpassometro: cos'è, come funziona il dispositivo, quali sorpassi vietati sanziona e dove si trova sulle strade italiane.
Negli ultimi mesi si sente parlare sempre più spesso di un
nuovo strumento di controllo elettronico che affianca autovelox e tutor sulle
strade italiane: il sorpassometro. Non si tratta di un termine ufficiale
del Codice della Strada, ma di un'espressione ormai entrata nel linguaggio
comune per indicare un sistema automatico capace di rilevare i sorpassi vietati
e le manovre pericolose in tratti stradali dove tali comportamenti espongono
automobilisti e motociclisti a rischi elevati. Chi si occupa quotidianamente di
tutela dei consumatori, come chi scrive, riceve ormai con regolarità richieste
di chiarimento su questo dispositivo, spesso accompagnate da verbali che gli automobilisti
faticano a comprendere fino in fondo.
Cos'è il sorpassometro e perché è diverso da autovelox e
tutor
Il sorpassometro è un sistema elettronico di rilevazione che
si distingue nettamente dagli strumenti di controllo della velocità a cui siamo
abituati. Mentre l'autovelox misura la velocità istantanea e il tutor calcola
quella media su un tratto di strada, il sorpassometro non si occupa affatto di
velocità: il suo compito è documentare in tempo reale l'esecuzione di un
sorpasso vietato, ovvero effettuato in un punto della carreggiata dove la
segnaletica orizzontale o le condizioni della strada lo escludono
espressamente. Curve, dossi, incroci, tratti con linea continua o corsie di
emergenza sono gli scenari tipici in cui questi apparecchi vengono installati,
proprio perché rappresentano i contesti a più alto rischio di incidente.
Il cuore tecnologico del dispositivo, nella sua versione più
recente denominata SV3 e approvata dal Ministero competente, è costituito da
telecamere ad alta risoluzione capaci di operare anche in condizioni di scarsa
visibilità o durante le ore notturne. Queste telecamere sono spesso collegate a
spire elettromagnetiche inserite sotto il primo strato di asfalto, posizionate
proprio nel tratto interessato dal divieto. Alcuni modelli più evoluti si
affidano invece a reti neurali che analizzano il flusso video acquisito dalla
scena stradale, interpretando in autonomia se il veicolo ripreso stia
effettivamente completando una manovra di sorpasso vietata oppure si limiti, ad
esempio, a un rientro immediato in carreggiata senza superare il veicolo che
precede.
Come funziona in concreto il rilevamento
Il meccanismo operativo è pensato per garantire una prova
solida e difficilmente contestabile dell'infrazione. Quando il sistema rileva
un sorpasso in un tratto vietato, scatta automaticamente una ripresa video che
copre alcuni secondi precedenti e successivi alla manovra, targa del veicolo
compresa. Il materiale viene poi trasmesso, generalmente tramite rete dati, a
una centrale operativa dove personale specializzato valuta ogni singolo
episodio prima di procedere con la contestazione. Questo passaggio è rilevante
dal punto di vista della tutela del consumatore-automobilista, perché significa
che l'accertamento non è mai del tutto automatico: esiste una fase di verifica
umana che, in caso di ricorso, può essere oggetto di approfondimento.
È importante sapere che, così come avviene per gli
autovelox, anche il sorpassometro deve rispettare precise condizioni di
utilizzo affinché il verbale sia valido: il dispositivo deve essere omologato e
sottoposto a verifiche periodiche di funzionamento, e la sua presenza, sia in
postazione fissa che mobile, deve essere adeguatamente segnalata agli
automobilisti in transito, con la stessa logica di trasparenza già prevista per
gli altri strumenti di controllo elettronico della velocità.
Quali infrazioni sanziona e a quanto ammontano le multe
Le sanzioni collegate al sorpasso vietato sono disciplinate
dall'articolo 148 del Codice della Strada e possono risultare particolarmente
severe, proporzionalmente alla gravità della condotta accertata. Nei casi di
sorpasso irregolare non aggravato, la multa può variare da poco più di 160 euro
fino a circa 665 euro, con una decurtazione che può arrivare a dieci punti
sulla patente. Quando invece la manovra avviene in condizioni di rischio
ulteriormente aggravato, come in curva, in prossimità di un dosso o a un
incrocio, l'importo può salire fino a oltre 1.300 euro. Se l'infrazione viene
commessa nella fascia oraria notturna, tra le 22 e le 7, la sanzione pecuniaria
viene maggiorata di un terzo rispetto all'importo base. Per i neopatentati, in
caso di recidiva, si aggiunge anche il rischio concreto di sospensione della
patente da uno a tre mesi.
Va precisato che non ogni contatto con la linea continua
equivale a un sorpasso vero e proprio: se l'automobilista attraversa la linea
ma non completa il superamento del veicolo che precede, rientrando subito nella
propria corsia, la violazione contestabile è generalmente diversa e meno grave,
con una sanzione più contenuta e una decurtazione di punti inferiore. Questa
distinzione tecnica è spesso decisiva quando un cittadino valuta se presentare
ricorso, perché la descrizione della condotta riportata nel verbale deve
corrispondere esattamente a quanto effettivamente accertato dal dispositivo.
Dove si trovano i dispositivi e cosa fare in caso di
multa
I sorpassometri vengono installati prevalentemente su strade
statali e provinciali extraurbane, spesso in collaborazione con le
amministrazioni locali e su autorizzazione delle autorità competenti, con
l'obiettivo dichiarato di ridurre gli incidenti nei tratti a maggiore
incidentalità. Il primo dispositivo di ultima generazione è stato attivato
nell'estate del 2025 in Calabria, lungo un tratto di strada statale noto per la
sua pericolosità, e da allora la diffusione si è progressivamente estesa ad
altre regioni italiane, seguendo lo stesso principio già adottato per
l'installazione degli autovelox: concentrare i controlli dove il rischio di
incidente è statisticamente più elevato.
Chi riceve una multa rilevata tramite sorpassometro non deve
dare per scontato che il verbale sia inattaccabile, ma non deve nemmeno pensare
che basti affermare di non aver notato una pattuglia sul posto: questo
argomento, da solo, non costituisce motivo sufficiente di contestazione,
proprio perché il dispositivo è pensato per operare anche in assenza di agenti
presenti fisicamente. Un ricorso fondato richiede invece un'analisi puntuale
della documentazione ricevuta, della corretta indicazione della norma violata,
della regolarità tecnica del dispositivo utilizzato e della presenza effettiva
della segnaletica prevista dal Codice della Strada nel tratto interessato. Sono
proprio questi gli elementi su cui un consumatore, prima di decidere se pagare
o impugnare la sanzione, dovrebbe concentrare la propria attenzione, magari con
l'aiuto di chi si occupa professionalmente di verificare la legittimità di
questo tipo di accertamenti.
Sportello per il consumatore contatti
Puoi richiedere il nostro supporto per l'assistenza. AECI è un'Associazione di
Consumatori, altamente specializzata nella risoluzione delle problematiche.
Trattiamo, proprio su questa tema, migliaia di pratiche annuali. Potrai
affidare dunque la tua pratica ai nostri esperti che sono altamente
specializzati.
Puoi contattarci riempendo il form che segue questo articolo oppure aprendo un
TICKET nel nostro sistema di assistenza (scelta consigliata).