Rottamazione tributi locali 2026: cosa cambia per IMU, TARI e multe
20 luglio 2026
Rottamazione tributi locali 2026: scadenze, Comuni coinvolti e regole per sanare IMU, TARI e multe entro il 31 luglio.
La rottamazione tributi locali entra nella sua fase più
delicata, quella in cui i Comuni devono decidere entro il 31 luglio se aprire o
meno le porte alla definizione agevolata per i debiti accumulati dai cittadini
tra il 2000 e il 2023. Non si tratta di un automatismo: ogni ente territoriale,
dalle Regioni ai singoli Comuni, deve adottare un proprio provvedimento,
pubblicarlo sul sito istituzionale e trasmetterlo all'Agenzia delle
Entrate-Riscossione entro quella data, altrimenti i contribuenti di quel territorio
resteranno esclusi dal beneficio, indipendentemente da quanto previsto dalla
normativa nazionale.
La misura nasce con il decreto fiscale convertito in legge
lo scorso maggio e riguarda tutti i carichi, tributari e non tributari,
affidati dagli enti locali all'agente della riscossione nell'arco temporale che
va dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Parliamo quindi di IMU, TARI,
imposta di soggiorno, canoni patrimoniali, COSAP e delle sanzioni per
violazioni al Codice della Strada, con l'esclusione delle addizionali IRPEF,
dell'IRAP e dei debiti già oggetto di altre definizioni agevolate non ancora perfezionate.
Restano fuori anche i carichi derivanti da pronunce di condanna della Corte dei
Conti, per i quali non è prevista alcuna forma di sanatoria.
Il meccanismo della rottamazione tributi locali e cosa
comporta per i contribuenti
Chi rientra nei parametri della misura potrà pagare
esclusivamente l'importo originario del debito, azzerando sanzioni, interessi
di mora e aggio di riscossione. Per le multe stradali il discorso cambia
leggermente: la sanzione principale resta comunque dovuta per intero, mentre la
definizione agevolata interviene solo sugli interessi e sugli oneri accessori
maturati nel tempo. Un punto che spesso genera confusione tra i cittadini,
convinti erroneamente che la rottamazione possa azzerare anche l'importo base
della multa, cosa che invece non accade in nessun caso.
Va inoltre chiarito, perché è la fonte di molti equivoci in
queste settimane, che questa procedura è cosa diversa dalla rottamazione
quinquies "ordinaria" pensata per i debiti erariali, quella legata a
IRPEF, IVA, IRES e contributi INPS, la cui finestra di adesione per i
contribuenti si è già chiusa lo scorso aprile. La sanatoria dei tributi locali
corre su un binario parallelo e autonomo, con tempistiche e un perimetro
applicativo propri, proprio perché a decidere non è lo Stato centrale ma il
singolo ente creditore.
Le scadenze aggiornate dopo la proroga
Il termine per la delibera comunale, fissato inizialmente al
30 giugno, è stato prorogato al 31 luglio con un emendamento approvato in sede
parlamentare, una scelta resa necessaria dal fatto che centinaia di Comuni
hanno rinnovato i propri consigli comunali nel corso della tornata elettorale
di maggio, trovandosi nell'impossibilità pratica di deliberare nei tempi
originari. Lo slittamento produce un effetto a cascata su tutto il calendario
successivo: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibili i
dati necessari a individuare con precisione i carichi interessati entro la metà
di settembre, mentre i contribuenti avranno tempo fino a ottobre per presentare
l'istanza di adesione relativa ai debiti del proprio Comune, sempre che
quest'ultimo abbia effettivamente deliberato in tal senso entro luglio.
Una volta ricevute le domande, sarà l'agente della
riscossione a effettuare i conteggi definitivi e a comunicare l'esatto
ammontare dovuto, insieme al relativo piano di pagamento, presumibilmente entro
la fine dell'anno. Per chi non potrà o non vorrà versare l'intero importo in
un'unica soluzione, è prevista la possibilità di rateizzare il debito fino a un
massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, un arco temporale che può quindi
estendersi fino a nove anni complessivi. Una condizione di favore che, va detto
con chiarezza, decade automaticamente in caso di mancato pagamento anche di una
sola rata, riportando l'intero debito residuo alla riscossione ordinaria con
sanzioni e interessi pieni.
Perché la decisione del Comune fa la differenza
Il punto che i cittadini devono avere ben chiaro è
che l'accesso alla rottamazione tributi locali non dipende dalla propria
situazione debitoria ma dalla scelta politica e amministrativa del proprio
Comune di residenza. Due contribuenti con debiti identici per natura e periodo,
ma residenti in territori diversi, potrebbero trovarsi in condizioni
completamente differenti: uno con la possibilità concreta di sanare la propria
posizione risparmiando su sanzioni e interessi, l'altro escluso perché
l'amministrazione locale non ha deliberato entro il termine o ha scelto di non
aderire affatto. Questa frammentazione territoriale, già emersa nelle
precedenti edizioni delle rottamazioni fiscali, rischia di ripetersi anche
stavolta, e rappresenta una delle criticità più segnalate dagli enti locali
stessi nelle scorse settimane.
C'è poi un ulteriore livello di complessità da considerare:
la misura appena descritta riguarda esclusivamente i carichi affidati
all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. I tributi locali gestiti direttamente
dal Comune, oppure affidati alla riscossione coattiva tramite concessionari
privati, seguono un binario normativo distinto, con la possibilità per l'ente
di introdurre una propria definizione agevolata autonoma, con regole e modalità
decise caso per caso. Chi ha debiti con il proprio Comune deve quindi
verificare non solo se e quando è stata pubblicata la delibera di adesione alla
rottamazione quinquies, ma anche il canale di riscossione specifico del proprio
carico, perché le due strade possono comportare condizioni sostanzialmente
diverse.
Cosa conviene fare in concreto
Nell'attesa che i Comuni completino il proprio iter
deliberativo entro fine luglio, ai contribuenti conviene monitorare attivamente
il sito istituzionale del proprio ente di residenza, dove la pubblicazione del
provvedimento è obbligatoria per legge, e verificare presso l'agente della
riscossione la propria posizione debitoria specifica, così da farsi trovare
pronti nel momento in cui si apriranno le finestre per la presentazione delle
domande. Una gestione tempestiva della documentazione, unita alla verifica
preventiva dei requisiti di ammissibilità, resta lo strumento più efficace per
evitare di perdere un'opportunità che, considerata la sua natura frammentata e
territoriale, non sarà uguale per tutti e non si ripresenterà facilmente nella
stessa forma in futuro.
Quali Comuni hanno già aderito
Ad oggi non esiste un elenco ufficiale e centralizzato dei
Comuni che hanno aderito alla rottamazione tributi locali, e questa mancanza di
trasparenza aggregata è essa stessa parte del problema segnalato dai cittadini
e dagli operatori del settore. La verifica, come detto, va condotta ente per
ente, controllando la pubblicazione della delibera sul sito istituzionale del
proprio Comune di residenza o su quello dove si trovano gli immobili o le
posizioni debitorie interessate.
Alcuni casi concreti sono comunque già emersi in questa
fase. Il Comune di Torino ha attivato una propria sanatoria autonoma già agli
inizi del 2026, che consente di regolarizzare i debiti pendenti fino al 2020
con un piano dilazionato fino a trentasei mesi, senza applicazione di sanzioni
e interessi. Il Comune di Lecce ha invece adottato un doppio binario,
approvando sia un regolamento proprio per la definizione agevolata delle
entrate tributarie comunali sia l'adesione formale alla rottamazione quinquies per
i carichi già affidati alla riscossione. Questi esempi mostrano bene come le
soluzioni adottate dai singoli enti possano differire sensibilmente sia nel
perimetro temporale sia nelle modalità di pagamento, un motivo in più per
non fare affidamento su informazioni generiche o su quanto deciso da altri
territori.
Con l'avvicinarsi della scadenza del 31 luglio, il quadro
delle adesioni è destinato a completarsi rapidamente, ma nel frattempo resta
indispensabile un monitoraggio diretto e costante della propria posizione,
senza dare per scontato né l'adesione né l'esclusione del proprio Comune dalla
misura.
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