SCIOPERO DEI CASELLANTI A PASQUETTA: ECCO COME RICHIEDERE IL RIMBORSO

20 luglio 2017

Associazione Consumatori

 In occasione dello sciopero indetto dai casellanti dalle ore 22 di lunedì 17 Aprile alle ore 22 di martedì 18 Aprile 2017 si sono registrati diversi disagi; si sono infatti create lunghe code all’uscita dei caselli e gli effetti di tale sciopero non sono tuttora terminati.

I Sindacati di Categoria - la Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Trasporti - in una lettera al Ministero degli Interni, al Ministero dei Trasporti, alle Associazioni dei Consumatori, ad Aiscat ed Art avevano evidenziato la necessità di un opportuno intervento affinché venisse garantita L’APERTURA DI TUTTI I VARCHI, compresi quelli degli operatori in sciopero per assicurare il transito migliore e soprattutto più sicuro agli utenti.

Nella realtà però non è stato dappertutto così e diverse sono state le situazioni fronteggiate dagli automobilisti.

Durante lo sciopero infatti sono rimasti ATTIVI i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass mentre per i varchi manuali si è operato in maniera diversificata.

Alcune concessionarie autostradali hanno infatti deciso di chiudere i varchi manuali e incanalare tutto il traffico verso quelli automatici, in altri casi invece gli operatori hanno optato per l'apertura dei varchi, per evitare ingorghi e complicazioni.

In molti casi è stata la stessa polizia stradale a indirizzare gli automobilisti verso i varchi aperti in modo da regolarizzare il traffico intenso ma, a distanza di mesi dallo sciopero, gli stessi viaggiatori si sono visti recapitare delle richieste di pagamento per non aver corrisposto il pedaggio.

La EsseDiEsse S.p.A., la Società di servizi del Gruppo Autostrade per l'Italia, sta infatti richiedendo il pedaggio per chi è transitato nella porta self service riservata al servizio Telepass senza tener conto delle circostanze straordinarie da imputare allo sciopero e non certamente ai cittadini.

A questo va aggiunto che “in mancanza del biglietto comprovante l’effettivo casello di entrata, il pedaggio è stato calcolato, per legge, dal casello d’ingresso più lontano”.

Data quindi l’impossibilità di reperire il biglietto di ingresso del casello di entrata, molti automobilisti si troveranno a dover corrispondere somme elevate rispetto al tratto realmente percorso senza aver commesso alcuna volontaria infrazione.

In riferimento a quanto appena descritto si era già espressa la stessa federazione dei trasporti, sostenendo che “nessun pagamento è dovuto in caso di passaggio al varco aperto e qualsiasi lettera di pagamento è illegittima, cosi come l'uso della telecamera per verificare chi passa con le barriere aperte durante lo sciopero" in quanto il mancato incasso non è dovuto ad un comportamento degli automobilisti.

 

Alla luce dell’illegittimità della richiesta di pagamento, considerate le molteplici segnalazioni ricevute in merito, A.E.C.I ha deciso di intervenire a sostegno degli automobilisti mettendo a disposizione degli utenti un modulo per la richiesta del rimborso delle somme pagate e non dovute.


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