SICUREZZA STRADALE: LA MANOVRA FISCALE E' UN ATTACCO ALLA SICUREZZA. A.E.C.I. - CODICI, CODACONS KONSUMER E PRIMO CONSUMO SCRIVONO AI PARLAMENTARI

18 maggio 2017

Inizia l'attività di A.E.C.I. come Rappresentanti di interessi  alla Camera dei Deputati, e lo fa insieme a Konsumer, Codici, Codacons e Primo Consumo in riferimento alla Manovra fiscale correttiva (AC 4444) in quanto di fatto risulta 
un attacco alla sicurezza stradale senza pensare ai morti per carente manutenzione delle strade.

AECI - CODICI - CODACONS -  KONSUMER ITALIA - PRIMO CONSUMO scrivono ai Parlamentari

Nel nome sovrano della manovra correttiva fiscale la sicurezza stradale è inaspettatamente bersaglio di numerose proposte emendative di diversa provenienza che mirano a derogare gli Enti locali dal rispetto della legge, quella stessa legge - il Codice della Strada – alla quale, al contrario, tutti i cittadini sono vincolati, pena severe sanzioni pecuniarie.

Come può un Cittadino credere che la Legge sia da rispettare se poi con una deroga si permette ai Comuni di non farlo? La sicurezza sulle strade è un bene immateriale irrinunciabile perché direttamente in relazione alla salute del Cittadino, diritto Costituzionalmente stabilito, porre in essere tutte le tutele che permettano di conseguire questo fine, diminuendo quindi i costi sociali, dovrebbe essere un obbiettivo primario del Parlamento. Al contrario con questa deroghe invece che pensare alla sicurezza ed alla prevenzione si permette ai Comuni di non farlo e di utilizzare le multe come un vero e proprio “bancomat” per far quadrare i propri bilanci! Una vera follia che interviene su una norma lungimirante introdotta appena nel 2010.

Infatti, il Legislatore, con l’ultima riforma del Codice (legge n. 120/2010), ha avuto il merito di introdurre innovative misure in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, al fine di assicurare risorse certe da destinare alla manutenzione delle strade e alle dotazioni di sicurezza: segnaletica orizzontale e verticale, barriere, asfalto.

La Corte dei Conti - da ultimo lo scorso anno - ha richiamato all'ordine tutti quei Comuni che pur incassando molti soldi dalle multe - spesso e volentieri artatamente (si pensi alle posizioni strategiche e fantasiose di molti autovelox) - non ne fanno l'uso previsto dal Codice preferendo utilizzarli per altre finalità che, sebbene legittime (ma purtroppo non sempre è così) nulla hanno a che fare con la sicurezza stradale...

E questo in un Paese in cui ogni anno, sulle strade, muoiono circa 3000 persone (nel 2015, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili, le vittime per incidenti stradali sono stati 3.428). Ben più alto il numero dei feriti, ma quello che dovrebbe allarmare i Parlamentari, deputati a rappresentare i Cittadini ed i loro bisogni, è il fatto che morti e feriti producono costi sociali enormi che concorrono a creare il deficit pubblico, soprattutto quando nelle cifre di cui sopra, le responsabilità sono si dei conducenti, ma molto spesso sono in concorso ad inefficienze infrastrutturali.  Nel 30% dei casi una corretta manutenzione delle strade e dei presidi di sicurezza potrebbero essere esclusi da questa concorsualità.

In questo ultimo periodo , proprio a causa della scarsa manutenzione delle strade e della obsolescenza  delle  dotazioni di sicurezza  , si registra un aumento preoccupante degli incidenti e delle vittime che vedono coinvolti i cosidetti utenti deboli della strada : pedoni , anziani , bambini , ciclisti , motociclisti .

Senza dubbio gestire un bilancio di un Comune più o meno grande non è impresa facile: come spesso accade molte sono le spese e troppo poche le entrate ma questo non può giustificare la scelta di alcuni Parlamentari di legittimare l'utilizzo delle multe da parte delle Amministrazioni locali come un “bancomat”, sulla pelle dei cittadini onesti: il Legislatore dovrebbe invece pretendere dalle Amministrazioni un comportamento virtuoso e una gestione oculata delle scarse risorse a beneficio della collettività. E’ questo un principio che non può e non deve prevedere alcuna deroga!

L'auspicio è che gli emendamenti segnalati dai Gruppi parlamentari – in particolare le proposte 18.6 Misiani, 18.34 Cirielli, 21.09 Misiani e 25.09 Castelli - non trovino il favore dei colleghi, né tantomeno del Governo, e che siano quindi respinti.

Sottrarre le già poche risorse che il Legislatore ha voluto obbligatoriamente riservare alla sicurezza stradale acuirebbe lo stato di abbandono in cui molte delle nostre strade versano oramai da anni. Ma sopra ogni altra considerazione riterremo l’approvazione di quegli emendamenti un vero e proprio atto teso alla diffusione dell’insicurezza sulle strade ed all’aumento delle vittime della strada. Per questo sensibilizzeremo le Associazioni che hanno interesse alla circolazione sicura verso quanto sta accadendo e verso chi lo approva, certi che l’attenzione che vorrete porre a questa nostra susciti una riflessione illuminata e si torni a ragionare di sicurezza sulle strade per il raggiungimento della diminuzione dei morti del 50% entro il 2020, come stabilito nella raccomandazione UE ed in cui molti Paesi sono ormai in procinto di superare l’obbiettivo.

 

AECI - CODICI - CODACONS -  KONSUMER ITALIA - PRIMO CONSUMO

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