Draghi: Il Pil scenderà al 5% nel 2009

27 giugno 2009

Il ministro Tremonti e il governatore Bankitalia, Draghi Botta e risposta ieri tra Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia entrambi concordi nello stabilire un calo del prodotto interno lordo pari a cinque punti percentuali per l'anno in corso. Una sorta di allarme sulle condizioni dell'economia italiana che Draghi annuncia intervenendo a L'Aquila alla presentazione del rapporto sull'economia abruzzese: «Siamo nel mezzo di una crisi economica mondiale che per certi aspetti ricorda, per carattere di drammaticità, di subitaneità e di intensità, il sisma che c'è stato in Abruzzo. Si potrà parlare di crescita solo se si realizzeranno queste condizioni: la tenuta dei consumi e la possibile tenuta del mercato del lavoro».

«In sostanza - ha spiegato Draghi - i comportamenti degli individui, delle imprese e dei consumatori da un lato e delle politiche economiche che nei prossimi mesi verranno adottate dall'altro, saranno le condizioni per il superamento della crisi. Condizione principale - ha detto ancora il governatore di Bankitalia - é, comunque, la tenuta dei consumi». Come uscire dalla crisi? Per Draghi «ne usciremo se ci saranno riforme strutturali. La nostra crescita è piatta da un quindicennio. però ci sono stati dei progressi, per esempio, nella pubblica amministrazione e nella riforma della scuola».

Allarme ripreso anche dalla Marcegaglia secondo cui il dato potrebbe anche essere peggiore: «Il calo del 5% del Pil previsto da Bankitalia è la stessa previsione che abbiamo fatto come centro studi per il 2009 se c'è qualche miglioramento nella seconda parte dell'anno ma potrebbe anche andare peggio perchè quello attuale è un anno complicatissimo». Il presidente degli industriali ha definito «essenziale dare provvedimenti e supporto all'economia e alle imprese domani (oggi, ndr)» quando in Consiglio dei ministri dovrebbe essere discusso il decreto fiscale. Dopo aver ricordato le principali misure previste dal decreto, Marcegaglia ha sottolineato come «sono cose che chiediamo da tempo e siamo fiduciosi che domani (oggi, ndr) possano essere concretizzate».

Infine la Marcegaglia ha sottolineato l'emergenza dei prossimi «cento giorni» durante i quali «al problema sociale dato dal rischio di chiusura delle aziende più deboli potrebbe seguire un problema produttivo anche per le aziende più grandi di cui le Pmi sono fornitori» Tutte affermazioni che non hanno fatto piacere al ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha immediatamente risposto alle previsioni pessimiste fatte da Draghi: «La stessa istituzione (Bankitalia, ndr) qualche mese fa aveva detto -2%. Chi ha ragione?».

Poi, commentando la pioggia di dati e previsioni di questi giorni il ministro ha rilevato che «è un modo per fare del male alla gente, diffondendo sfiducia e incertezza, quando l'economia deve essere invece fiducia e certezza. È giusto dare informazioni - ha aggiunto Tremonti che ha proposto a economisti e istituzioni un periodo di silenzio sulle stime fino a settembre - ma troppe informazioni diventano deformazioni». Infine durante la conferenza stampa nella sede della Guardia di Finanza di Coppito arriva anche il commento da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alle stime al ribasso del Pil annunciate da Bankitalia: «Ne discuteremo domani (oggi, ndr), ma certamente abbiamo una diminuzione del pil e anche una crescita del deficit. Bisogna essere realisti, procederemo nella direzione del realismo».



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