Chirurgia estetica. La crisi non influisce.

27 giugno 2009

La ricerca della bellezza e della perfezione. Quasi un’ossessione per le donne che, sempre più numerose, si sottopongono a interventi di chirurgia estetica per ritoccare un difetto che, magari, non esiste neanche. Rincorrono l’elisir dell’eterna giovinezza ricorrendo al bisturi, cui si affidano ciecamente per avere volti senza rughe e senza età. Fiere di poter vincere la battaglia contro il tempo che passa. Una corsa al «ritocchino» che nemmeno la crisi economica è riuscita a frenare. Secondo i dati registrati dalla Sicpre - società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva - , infatti, le richieste di un «restyling» estetico aumentano del 15 per cento ogni anno. «Un vero boom del settore: solo nel 2007 sono stati eseguiti 265.500 interventi, con un aumento dell’11,2 per cento rispetto all’anno precedente», dice Carlo D’Aniello, presidente Sicpre. A fare la parte del leone ringiovanimento del viso (52mila) e liposuzione (49mila). Numerose poi le donne che non rinunciano a un nasino all’insù (44mila). Anche il silicone continua ad attrarre il gentil sesso per poter sfoggiare un seno più florido in succinti bikini: 42 mila le operazioni di mastoplastica additiva. Ma il sogno di perfezione può trasformarsi in incubo. Le complicazioni durante un intervento chirurgico - anestesia mal sopportata, infezione, emorragia - sono pericoli da non trascurare, perché possono causare conseguenze disastrose. Accrescere la sicurezza delle persone che si mettono sotto i ferri, abbattendo i rischi di complicanze e i costi socio-sanitari, sono i temi del convegno «La gestione del rischio nella chirurgia estetica», tenutosi in Senato e promosso dall’Osservatorio sanità e salute. La regolamentazione di una branca diffusissima della sanità, per tutelare la salute dei cittadini, è la priorità secondo Cesare Cursi, responsabile nazionale delle Politiche sociali e sanità del Pdl. «L’iniziativa - dice il senatore che presiede l’Osservatorio - ha l’obiettivo di coniugare gli interventi di cura estetica con la salvaguardia della salute. Dobbiamo quindi regolamentare il settore, con un disegno di legge che arrivi presto nelle commissioni e che prosegua il lavoro del Tavolo, dove si confrontano universitari, ospedalieri e liberi professionisti per definire un percorso di linee guida». Porta la firma del sottosegretario alla Salute Francesca Martini il disegno di legge, il primo in Europa, in attesa di approvazione dal Consiglio dei ministri, che istituisce il registro delle protesi mammarie e il divieto di chirurgia plastica per i minorenni, «a meno che non ci siano necessità cliniche». «Nel nostro Paese e in tutta l’Europa, - spiega Martini - la chirurgia estetica vive una grande espansione, che pone grossi problemi rispetto alla consapevolezza informata dei rischi fisici e psicologici che gli interventi comportano. Sbaglia chi li considera operazioni di “serie B”, perché non mancano rischi e pericoli, che poi ricadono sui costi del sistema sanitario nazionale. Il registro delle protesi al seno traccerà i materiali utilizzati nell’intervento e detterà disposizioni più severe, a garanzia dei requisiti delle protesi stesse».


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