B&S E PANMEDIA E LA BAD COMPANY

7 dicembre 2010

AIAZZONE, PANMEDIA, B. & S. BAD COMPANY GOOD COMPANY. L’ITALIA E’ IL PAESE DELLE MERAVIGLIE

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI.

La B.&S. S.p.A. acquista il marchio AIAZZONE e con esso tutta la catena dei punti vendita. Inizia una pubblicità martellante in cui promette prezzi stracciati per mobili bellissimi. I consumatori, attratti dai prezzi mirabolanti (in alcuni casi la metà del prezzo reale di mercato), dalle condizioni di vendita (rate a tasso zero) e dalla serietà del marchio storico, si affrettano ad acquistare cucine, divani, salotti, soggiorni, camere da letto, ecc.

AIAZZONE (ovvero B.&S. S.p.A.) raccoglie i frutti della campagna mediatica. Migliaia di consumatori invadono i centri commerciali ed i contratti sottoscritti si moltiplicano. Ma iniziano anche i primi problemi: i mobili non vengono consegnati. La società è fortemente (e stranamente) indebitata. I fornitori non vengono pagati, ma i soldi vengono regolarmente incassati dai consumatori .

Da una parte, quindi non vengono pagati i fornitori e dall’altra la liquidità è assicurata grazie al pagamento degli anticipi da parte dei consumatori e grazie al sistema dei finanziamenti. La società quindi continua a certificare debiti (sembrerebbe di circa  milioni di euro).

È a questo punto della storia che la società viene rilevata, o meglio, B.&S. S.p.A. affitta, a condizioni molto favorevoli per chi ha deciso di acquisire il marchio,

esclusivamente il ramo di azienda relativo al marchio AIAZZONE  .

A rilevare il marchio AIAZZONE è PANMEDIA S.p.A., società per azioni che all'inizio si occupa di marketing pubblicitario e produzioni televisive. La Panmedia S.p.A. sottoscrive un contratto in cui precisa che i debiti rimarranno alla società locatrice (B. & S. S.p.A.) e PANMEDIA S.p.A. “potrà subentrare in tutti o in parte gli ordinativi clienti non evasi della parte locatrice”.

LA NUOVA PUNTATA 

A questo punto PANMEDIA S.p.A. è subentrata a B. & S. S.p.A esclusivamente per quanto riguarda eventuali crediti. Infatti, la nuova società potrà decidere i contratti per i quali subentrare.

Cosa accade dunque? Da tutte le pratiche che A.E.C.I. sta in questo momento gestendo rileviamo una singolare coincidenza. Tutti i clienti che al momento dell’acquisto hanno pagato in piccola parte e non saldato il mobilio stanno ricevendo i mobili. I clienti che invece hanno versato l’intero importo o in contanti o attraverso la finanziaria sono invece ancora in attesa.

L’intento e lo scopo è presto svelato. I clienti che non hanno pagato, ricevendo i mobili versano i soldi a PANMEDIA. Quale interesse avrebbe PANMEDIA a consegnare i mobili a coloro i quali hanno già pagato ?

Insomma da simili riflessioni e dallo studio del contratto sottoscritto tra le due società sembrerebbe che sia stata studiata una strategia  a tavolino, ideata sin dall’inizio per raccogliere soldi, non pagare i fornitori, indebitare la società e dividere il tutto.

Cioè: i debiti a B. & S. S.p.A, i crediti a PANMEDIA S.p.A.

La Bad Company e la Good Company. Solo nel Paese delle Meraviglie.

A.E.C.I. CHIEDE UN INTERVENTO IMMEDIATO DELL’ANTITRUST. - A.E.C.I. ha anche oggi fatto pressioni all’Autorità Per Il Controllo Della Concorrenza e del Mercato per cercare di tutelare migliaia di cittadini che sono vittime di questo sistema.

Il nostro sforzo infatti è quello di cercare di trovare soluzioni per la collettività e per tale motivo A.E.C.I. chiede l’intervento delle autorità di controllo.


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