Jappan via dall'Italia. Colpa del Comune di Roma

21 luglio 2009

Non ci sono controlli . Il corpo degli Ispettori Annonari (il corpo che faceva controlli nel settore del commercio) è stato sciolto. Non esistono controlli in borghese su taxi e alla nostra associazione sono arrivate segnalazioni di taxi abusivi, o di costi esorbitanti dall'aereoporto per Roma (fino a 90 euro).


L'Asahi Shimbun non lesina critiche al Belpaese e alla sua capacità di ospitare i turisti, fra furti, tassisti abusivi, truffe, menù poco chiari, scarsa qualità al ristorante, servizi scadenti e strade sporche. A Roma, secondo il giornale nipponico, una vacanza sarebbe destinata a rivelarsi un inferno. Fin da quando atterra all'aeroporto di Fiumicino, Hiroshi, comune visitatore nipponico, incappa già nella prima truffa, fa notare il quotidiano. Abbordato da un tassista abusivo con l'auto bianca per adescare i turisti più ingenui, paga oltre cento euro per essere portato fino al centro di Roma mentre con un regolare taxi ne pagherebbe 40. E via di questo passo. Al Colosseo, Hiroshi subisce l'assedio dei centurioni, che chiedono insistentemente un'offerta per una foto da scattare davanti al monumento. Stessa cosa succede alla Fontana di Trevi per gli ambulanti di souvenir, che cercano di vendere oggetti-ricordo. Prezzi da capogiro perfino per i gelati, fino a 6 euro per un cono, mentre il "menù turistico" si rivela una vera trappola... Per non parlare dei furti, della disorganizzazione delle ferrovie e della sporcizia delle strade. Insomma, la Capitale viene descritta non come un'imperdibile città d'arte ma come una poco invitante macchina succhia-soldi da cui fuggire al più presto.

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