TRUFFA ATAC. A.E.C.I. LAZIO CHIEDE IL RITORNO AL BIGLIETTO DA 1 EURO

8 novembre 2013

Circa un anno e mezzo fa (maggio 2012) ATAC ha deciso di aumentare il biglietto da 1 euro a 1,50. L’indebitamento della società fu la giustificazione dell’aumento del titolo di viaggio. Indebitamento di una società che muove (male ma li muove) oltre 1 miliardo di utenti l’anno. Ad oggi il debito di una delle più grandi società di mobilità pubblica ammonta a circa 700 milioni di euro. 
Il dissanguamento non si è fermato e l’aumento del biglietto non è comunque servito a migliorare la situazione. Le notizie che sono uscite in questi giorni sono da brivido e non solo per le ruberie messe in atto dalle Larghe Intese Romane.

PARTIAMO DAL DEBITO PUBBLICO DI ROMA
Roma chiede aiuto al Governo Centrale e, per l’ennesima volta si chiede l’intervento dello Stato. Non è questo il momento di stabilire se la Capitale di uno Stato debba essere finanziata dal Governo Centrale, ma il salvataggio dell’Atac, sommersa da 700 milioni di debiti, è diventato il punto critico della questione: tutto ciò mentre per i mezzi pubblici romani sono a rischio persino i rinnovi delle assicurazioni e, entro poche settimane, le forniture di carburante. Il piano d’intervento è diviso in due capitoli: uno riguarda i rapporti tra l’azienda e la gestione commissariale del debito accumulato fino al 2008, da cui si potrebbero recuperare 130-150 milioni. 
L’altro, che investe direttamente la manovra capitolina, è invece incentrato sui finanziamenti che lo Stato, tramite la Regione, stanzierà per il trasporto romano. La cifra che sarà assegnata dal Governo varia tra i 140 e i 180 milioni, e andrà sottratta dal deficit delle casse di Palazzo Senatorio.

SPERPERI, MAZZETTE, RUBERIE BIPARTISAN
Il sistema che sta affiorando in questi giorni messo in atto nella società a partecipazione comunale è qualche cosa di vergognoso. Accordi tra i due partiti maggiori per dividersi soldi, per non pestarsi i piedi e, soprattutto, per continuare a spremere la gallina dalle uova d’oro.
“Non un sistema recente. Autieri e Bonini parlano di “un Sistema che, da dieci anni almeno, finanzia la politica a Roma”. 
Nel video che affianca l'inchiesta, Autieri spiega: “Nel marzo del 2012 la Guardia di Finanza scova un'associazione a delinquere dedita alla produzione, commercializzazione e vendita di titoli di viaggio falsi. Quattordici persone finiscono sul registro degli indagati”. Sulla truffa dei biglietti falsi ci ha lavorato,
nell'agosto del 2012, anche un gruppo di tecnici che ha delineato un “sistema oliatissimo” con un “danno all'azienda di 100 milioni di euro all'anno”. Come riporta Repubblica, si legge nella relazione: “La maggior parte degli illeciti attinenti i titoli di viaggio sono avvenuti a mezzo complicità interne all'azienda (...). Ciò perché il settore dei titoli di viaggio Atac è vasto e complesso, il personale impiegato è numeroso, i compartimenti sono stagni“

LE ACCUSE DI REPUBBLICA
Dall’inchiesta di Repubblica. In Atac tutto è stato possibile. Crasso clientelismo, appalti gonfiati. Ma - si scopre ora - anche digerire un audit interno che denuncia un'emorragia di liquidità da biglietti clonati che avrebbero la loro stamperia clandestina proprio dentro l'azienda.
Un fiume di denaro nero, per una contabilità altrettanto nera necessaria a finanziare chi a questo carrozzone assicura la sopravvivenza.
 
TRUFFA DA OLTRE 900 MILIONI
La truffa (sempre secondo repubblica) va avanti da circa 13 anni ed il sistema sarebbe in grado di drenare 70 milioni l’anno. 70 milioni moltiplicati per 13 anni equivalgono a circa 900 milioni l’anno; molto al di sopra dei 700 milioni di indebitamento di ATAC.

LE RICHIESTE DI A.E.C.I. LAZIO
Ovviamente la prima richiesta al Sindaco Marino è quello di recuperare l’intero bottino e di assicurare alle patrie galere i colpevoli della truffa ai danni di 2.648.337 abitanti. Non è giusto che a pagare siano sempre i cittadini romani sia per le inefficienze sia per i tripli esborsi a cui è costretto. Un cittadino romano paga il biglietto 3 volte. La prima quando utilizza il servizio. La seconda quando il Comune di Roma copre i debiti dell’azienda attraverso le tasse prelevate dalle tasche dei cittadini. La terza quando il Comune chiede soldi al Governo Centrale che utilizza (come sempre) la tassazione per reperire fondi.
L’abbassamento del biglietto da 1,50 a 1,00 euro visto la dimostrazione che l’indebitamento di ATAC non era dovuto ai costi della società stessa ma ai parassiti della partitocrazia italiana.
L’Azzeramento della intera classe dirigente con nomine al di fuori della partitocrazia. Il nuovo primo cittadino ha una grande occasione per rendere la città di Roma un modello di mobilità pubblica. La nostra associazione di consumatori è molto sfiduciata dall’intera partitocrazia romana e non crede che ci sarà un degno cambiamento di rotta. Manca la nostra fiducia ma nutriamo speranze che ci possa essere un nuovo scorso. Speriamo di essere sonoramente smentiti



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