Cieli Bui ma speriamo non troppo….......

REGIONE: TOSCANA

Razionalizzare l’illuminazione stradale per favorire il risparmio energetico e tagliare la bolletta elettrica delle città. È l’obiettivo della cosiddetta operazione “Cieli bui” inserita dal Consiglio dei ministri nella Legge stabilità appena approvata.

Per conoscere i dettagli del provvedimento bisognerà aspettare la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale. Per ora, quello che si sa è che il governo ha previsto la successiva emanazione di un decreto dedicato appunto alla riorganizzazione – in chiave di efficienza energetica – dei sistemi di illuminazione pubblica.

Si legge nella versione ufficiosa della Legge stabilità che circola da ieri:

Per finalità di contenimento della spesa pubblica, di risparmio di risorse energetiche, nonché di razionalizzazione ed ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici, con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture, nonché con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro ………….giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utili.

Non si conosce ancora il limite di tempo entro il quale dovrà essere varato il decreto, ma la legge indica già alcune delle misure da introdurre, come ad esempio:

    a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne;

    b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro;

    c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b);

    d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

La notizia dell’operazione Cieli bui ha suscitato immediatamente reazioni e commenti.

Pochi, per la verità, quelli favorevoli.

C’è chi obbietta, come l’Associazione del Telefono Rosa che ci sarà un incremento della criminalità, dovuta alla minore illuminazione.

Un punto di vista condiviso, per ragioni diverse, da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale)), che teme un’impennata degli incidenti.

C’è chi come Legambiente dice che non è sufficiente spegnere i lampioni, ma dovrebbero essere sostituiti con altri più tecnologici ad esempio quelli a led. Illuminare meglio oltre che meno, insomma.

Un punto di vista condiviso, per ragioni diverse, da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale)), che teme un’impennata degli incidenti, soprattutto a carico di pedoni e ciclisti.

Il tema, insomma, è destinato a far discutere e non poco, anche perché non è ancora chiaro – e non lo sarà fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – quale sarà l’iter di approvazione del decreto, e come il governo intenda risolvere le possibili sovrapposizioni di competenze con gli enti locali, che finora hanno gestito l’aspetto illuminazione. Quel che è certo, al momento, è che è una faccenda “all’italiana” dove regna il caos, dove non si sa quando entrerà in vigore, come entrerà in vigore, quanto l’Italia risparmierà, (se risparmierà) e soprattutto se ci sarà la volontà “politica” di provare ad attuarlo.

Aeci Toscana è scettica, perché i cambiamenti si cominciano a fare dalla base con l’educazione all’ambiente e al risparmio energetico, poiché interventi dall’alto saranno sempre visti per quelli che sono interventi non sentiti.

Risparmiare 55 milioni di euro all'anno di energia con un dito della mano. E' molto semplice basta spegnere il televisore, a fine trasmissione, non con il telecomando ma premendo l'apposito bottone posto nel televisore, o organizzandoci con una piccola “ciabatta” con interruttore generale.

La posizione di stand-by, con la spia luminosa (LED), comporta un assorbimento di 2 watt all'ora, che moltiplicato per 20 (le ore della giornata durante la quale il televisore dovrebbe essere spento) e per 365 giorni all'anno porta ad una cifra di 14.600 wattora, vale a dire 14,6 kilowattora.

Se i 14,6 kilowattora si moltiplicano per 21 milioni di famiglie, che presumibilmente posseggono un televisore, si ha la cifra di 306 milioni di kilowattora che moltiplicati per il costo medio del kilowattora di 0,18 euro, comprensivo del supplemento quota fissa, dell'imposta erariale, dell'addizionale per gli enti locali, dell'IVA, porta ad una cifra di 55 milioni di sold risparmiati e ottenuti solo spegnendo completamente il televisore.

Il calcolo puo' essere esteso a tutti i "punti luminosi", hifi, computer, ecc.

55 milioni di euro in meno che escono dalle tasche delle famiglie italiane e 306 milioni di kilowattora in meno prodotti dalle centrale elettriche. Piu' soldi e meno inquinamento: con un dito!

E anni che Aeci Toscana pubblicizza, per quello che possiamo fare nel nostro piccolo, questa pratica e altre come Comunicare la lettura dei contatori ai fornitori di energia, esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni ecc, e ci viene spontaneo riflettere che i Media con i loro Telegiornali con solo cronaca politica o nera, e  in tv solo intrattenimento, giochi, e sogni milionari, quindi non vi è la volontà “politica” di fare chiarezza e dare un informazione che arrivi fino agli strati più semplici dei cittadini.

La società cambia quando cambia la base, il popolo, Aeci Toscana è impegnata nel cambiamento.

15 ottobre 2012

Articolo a firma del responsabile Fabrizio Spinelli che si assume totalmente la responsabilità del contenuto del presente articolo. Per comunicazioni dirette scrivere a: toscana@euroconsumatori.eu

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