PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO. PIU' SI E' ANZIANI, PIU' LA BANCA SARA' DISPOSTA A PRESTARE SOLDI. MA...IL MUTUATARIO VIENE INFORMATO DELLE CONSEGUENZE?

REGIONE: LAZIO

Vogliamo affrontare un argomento particolarmente delicato a seguito di un caso che in questi giorni un associato del territorio dei Castelli Romani ha sottoposto alla nostra attenzione:

IL PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO

“Ho sottoscritto un prestito vitalizio nel 2005 e la Banca non mi ha richiesto più nemmeno un euro: sono proprio fortunato?! Non solo non ho pagato nessuna rata ma sono scomparsi… Posso dormire tranquillo?”

Ebbene…finchè si è in vita si, ma con il decesso?!?

Gli eredi si troveranno ad affrontare una problematica di non poco conto: il rimborso contestuale degli importi erogati comprensivi degli interessi maturati, commissioni, spese, oneri ed imposte o la vendita dell’immobile (al fine di coprire il prestito vitalizio).

 

Cos’è il prestito vitalizio? Analizziamo di seguito il prodotto finanziario

 

Il prestito vitalizio ipotecario, disciplinato per la prima volta nel nostro ordinamento dal D.L. 203/2005, ha subito una radicale trasformazione per opera della Legge 44/2015 e del Decreto ministeriale 226/2015 che ne ha completato la disciplina. Tale tipologia di prestito è molto diffusa nei paesi anglosassoni. Ha per oggetto la concessione da parte di banche nonché di intermediari finanziari di finanziamenti a medio e lungo termine, riservati a persone fisiche con età superiore ai 60 anni compiuti, il cui rimborso integrale può essere richiesto in un’unica soluzione al momento della morte del soggetto finanziato, ovvero negli altri casi disciplinati dall’art. 12 D.l. 203/2005 e art. 3 D.m. 226/2015.

 

E’ studiato dunque per chi ha più di 60 anni ed ha una casa di proprietà, non ha una pensione troppo alta ed ha bisogno di liquidità! L’anziano consumatore può recarsi in banca, concedere una proprietà immobiliare in garanzia ed ottenere un prestito SENZA RATE (che potrà variare dal 15% al 60% del valore dell’immobile). In particolare, il rapporto tra importo del finanziamento e valore del bene posto in garanzia dipenderà dal mercato immobiliare, dalla situazione patrimoniale e reddituale del soggetto finanziato nonché dall’aspettativa di vita di quest’ultimo... in poche parole più si è anziani, più la banca sarà disposta a prestare soldi. Parlare di etica, moralità e sensibilità vuol dire NON usare il linguaggio del mondo della finanza…che ragiona invece con i tassi di interesse!

Cosa accade alla morte del debitore? Gli eredi potranno decidere se prendere la casa ed estinguere il prestito vitalizio o vendere l’immobile, rimborsando la banca dell’importo maturato.

E’ rilevante il rispetto della trasparenza e correttezza contrattuale: la Banca o l’intermediario, nell’ottica di assicurare una maggiore comprensione e consapevolezza sulle caratteristiche del finanziamento, deve consegnare al finanziato un’informativa dettagliata, una “simulazione del piano di ammortamento” che illustri l’andamento nel tempo del debito, un prospetto informativo che indichi in modo chiaro una serie di informazioni, tra le quali l’importo finanziato, il valore dell’immobile dato in garanzia che risulta dalla perizia, l’indicazione della somma erogata al finanziato al netto degli oneri. Raccomandiamo di prestare attenzione agli interessi applicati dagli Istituti di Credito, soprattutto in una situazione di esigenza economica!

 

Il Presidente di A.E.C.I. ROMA SUD Natalia Gioia

 

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Fonti: rivistadirittotributarioit

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23 ottobre 2016

Articolo a firma del responsabile Natalia Gioia che si assume totalmente la responsabilità del contenuto del presente articolo. Per comunicazioni dirette scrivere a: romasud@euroconsumatori.eu

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