LA TARSU TRASFORMATA IN TIA RICHIESTA DI RIMBORSO SUL 10% DI IVA NON DOVUTA.

REGIONE: SICILIA

In molti Comuni italiani la Tarsu, tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è stata sostituita dalla Tia, la tariffa di igiene ambientale, istituita nel 1999 con il decreto Ronchi. In varie città italiane, con l’arrivo della Tia, sulle bollette è stata aggiunta anche l’Iva. Prelievo però ritenuto illegittimo il 24 luglio 2009 dalla Corte Costituzionale e ribadito dalla Cassazione l’8 marzo scorso . La stessa  Corte, ha evidenziato che nonostante il nuovo nome (da tassa a tariffa), la Tia resta a tutti gli effetti un tributo. Prima di tutto perché la tassa sui rifiuti è obbligatoria. «I soggetti non possono sottrarsi (...) adducendo di non volersi avvalere del servizio». Ma anche in base «alla determinazione normativa, e non contrattuale, della fonte del prelievo». Quindi «canoni, diritti e tributi», essendo percepiti da enti pubblici, secondo la legge comunitaria «sono esclusi in via generale dall’applicazione  dell’Iva». I cittadini hanno già iniziato a chiedere  i rimborsi. Possono farlo i residenti di tutti i Comuni,  quelli che avevano già trasformato la Tarsu in Tia, adottando il nuovo regime tariffario. 

Il  Comune di Palermo, non ha ancora sostituito la TARSU,  come hanno già fatto  79 comuni siciliani. Si comunica a tutti coloro che volessero richiedere rimborso, di mettersi in contatto con noi.

Da gennaio 2013 si cambia e arriva la Tares, la nuova tassa senza Iva, Da Tarsu a Tia fino ad arrivare alla Tares. La nuova Tassa rifiuti e servizi debutterà il primo gennaio 2013 e sostituirà le due precedenti “colleghe”. La Tares non sarà gravata da Iva al 10% e nemmeno dell’addizionale, sempre al 10%, ex Eca che si applicava sulla Tarsu. Sarà composta da due voci: la prima per coprire il costo del servizio di smaltimento rifiuti e la seconda per remunerare i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, polizia municipale, servizi anagrafici e via elencando). La parte relativa ai rifiuti verrà calcolata in base al numero dei componenti del nucleo familiare e ai metri quadri. La seconda parte invece “costerà” 30 centesimi al metro quadrato e i Comuni potranno elevare questa cifra fino a 40 centesimi. Nei prossimi mesi, tuttavia, di concerto il ministero dell’Economia e quello dell’Ambiente dovranno emanare il regolamento attuativo della nuova tassa e, conseguentemente, i Comuni deliberare le nuove tariffe.

13 agosto 2012

Articolo a firma del responsabile Agostino Curiale che si assume totalmente la responsabilità del contenuto del presente articolo. Per comunicazioni dirette scrivere a: palermo1@euroconsumatori.eu

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