CANONE RAI: CAMBIA SOLO IL METODO DI PAGAMENTO.

Roma - 22 ottobre 2015  - Come già abbiamo avuto di precisare (LEGGI ARTICOLO), il CANONE RAI è una imposta indiretta sul possesso dell’apparecchio televisivo.  Le imposte indirette sono quelle correlate alla ricchezza nel momento in cui viene trasferita (es. la vendita di un bene) o viene consumata (es. fruizione di un servizio o di una prestazione), in questo caso, dunque, il servizio televisivo (e non dei canali rai) che avviene attraverso il possesso di un televisore.

L'unico vero cambiamento, voluto dal Governo per recuperare circa il 27% (stimato da Mamma Rai), è relativo alle modalità di pagamento e al concetto di presunzione.

Da oggi infatti, la televisione pubblica,  presume che chi abbia un'utenza elettrica possegga anche «un apparecchio radio-ricevente».

La definizione  risale al regio decreto del '38 che la Legge di Stabilità ha semplicemente integrato e non modificato. L'integrazione è stata fatta con questa aggiunta: «La presunzione (di possedere in casa un apparecchio radioricevente, ndr ) sussiste in caso di esistenza di una utenza per la fornitura di energia elettrica ad uso domestico con residenza anagrafica presso il luogo di fornitura». 

Non è cambiato nulla insomma. Le regole sono rimaste le stesse ma è cambiato solo il metdo di pagamento. Il canone Rai viene portato da 113,50 a 100 euro (95 nel 2017, promette Renzi), e sarà diviso in rate con scadenza da definire. Come precendetemente inoltre, l'utente sarà obbligato al pagamento di un'imposta sola anche in caso di possesso di più unità immobiliari.

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