H3G: TAR CONFERMA SANZIONE ANTITRUST (1,75 mln) PER SERVIZI PREMIUM

Roma - 14 settembre 2015  No alle pratiche scorrette delle compagnie telefoniche nei servizi premium: a sostenerlo è il Tar del Lazio che respinge il ricorso di H3G (Tre Italia), confermando la maxi multa da 1,75 milioni di euro inflitta all’operatore a gennaio scorso dall’Antitrust. L’Autorità aveva constatato diverse violazione del Codice del Consumo per aver “offerto” ai clienti servizi premium a sovrapprezzo non richiesti, o attivati involontariamente, semplicemente cliccando su un banner pubblicitario o su un pop up. 

Per i giudici, “è stata accertata una condotta omissiva della ricorrente nella fase contrattuale, laddove agli utenti è stato sistematicamente sottaciuto, da un lato, che la conclusione del contratto comportava l’abilitazione automatica della Sim dell’utente ad accedere alla ricezione dei servizi in sovrapprezzo (servizi premium) durante la navigazione, e, dall’altro, che la tariffazione di tali servizi sarebbe avvenuta in modo automatico con addebito diretto sul credito telefonico”; condotta poi ritenuta “aggravata, sia dalla preclusione della possibilità dell’utente di richiedere la disabilitazione della ricezione di tali servizi premium, sia, e prima ancora, dalla omessa informazione dei consumatori, mediante specifica avvertenza al momento della sottoscrizione del contratto, circa la predetta impossibilità”.

“Bene il Tar del Lazio che ha accertato la pratica commerciale scorretta adottata da 3 Italia – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – confermando la correttezza dell’operato dell’Autorità. Purtroppo non basta una sanzione. Infatti, come si evince dalle segnalazioni che riceviamo sulla nostra pagina facebook dedicata proprio ai servizi premium “Come-ci-succhiano-i-soldi-dal-telefonino”, le pratiche continuano. Solo in sede di conciliazione paritetica (la soluzione stragiudiziale con un rappresentante di un’associazione consumatori delegata dall’utente e un rappresentante della compagnia telefonica) i consumatori vedono riconosciuti i costi non dovuti. Stiamo aspettando, come richiesto, un intervento dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – conclude Giordano – per la realizzazione di un tavolo per la risoluzione definitiva dei servizi premium non richiesti”.

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