ROMANI, BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI.

Roma - 22 luglio 2015  - Questa è via Filippo Meda, una qualsiasi via romana, in una qualsiasi giornata di luglio (ma potrebbe essere anche ottobre) ad una qualsiasi ora del giorno. Via Filippo Meda è una via a doppio senso di marcia. Un senso di marcia, quello che va da via Monti Tiburtini a via dei Durantini, è in parte corsia preferenziale. Arteria di passaggio importante per il 544. 

La conoscono molto bene, quindi, autisti di mezzi pubblici in generale (ATAC, AMA, TAXI, AUTOAMBULANZE): via Filippo Meda è un vero calvario.

Un calvario per il normale passaggio di un mezzo pubblico che fatica a farsi largo e che, spesso, è costretto all’attesa di chi, “soltanto per un caffè” ha deciso di parcheggiare in doppia fila esattamente davanti al “baretto di fiducia”. Poco importa se, a qualche decina di metri, Roma Capitale ha costruito decine di parcheggi sempre, tristemente, vuoti. In questa maniera qualche decine di persone aspettano. Aspettano un autobus che tarda a passare per colpa … di un caffè.

ROMA FA SCHIFO PER COLPA DEI ROMANI

Questa immagine, di fatto, assieme a tante altre, è il vero manifesto di Roma. Roma è la città delle affissioni selvagge, delle bancarelle abusive (piazza Navona), dei tavoli dei ristoranti abusivi (centro storico), Roma è “na carta sporca e nisciuno se ne importa” (parafrasando ignobilmente Pino Daniele). Maltrattata innanzitutto dai romani brutti, sporchi e cattivi, pronti a stabilire il proprio interesse innanzi a tutto e quindi insozzare una città che merita ben altro rispetto, il rispetto che si rivolge ad una mamma, Mamma Roma. E Roma, da Madre, diventa Matrigna (Roma Madre Matrigna - F. Ferrarotti).

Nessuno contribuisce al miglioramento civile e civico di questa città e tutti antepongono l’interesse personale. A cominciare dagli imprenditori edili che a Roma diventano palazzinari dispregiativo di chi ha messo in atto un perenne sacco di Roma (Dal Cemento alla Ricotta - N. Porro).  Dai commercianti che si battono contro le corsie preferenziali, contro le isole pedonali (pane quotidiano di ogni città occidentale) e che non contribuiscono al decoro urbano del pezzetto di marciapiede fronte negozio, dai tassisti sordi a qualsiasi richiesta di introduzione di migliorie dei servizi, ai cittadini pronti a protestare contro la chiusura ad auto e motorini di una delle piazze più belle del Mondo (Piazza di Spagna).

COLPA DI TUTTI

Le colpe sono di tutti. La colpa è della partitocrazia che, sino ad oggi, ha permesso tutto questo ma, soprattutto, ha contribuito a tutto questo. La colpa è degli amministratori, dei vigili urbani, degli autisti, degli spazzini. La colpa è di tutti ma la prima colpa è del cittadino romano. Esistono tre categorie di cittadini. Quelli che contribuiscono a tutto questo. Quelli che non contribuiscono ma permettono tutto questo. Quelli che non contribuiscono e cercano di migliorare questa benedetta città. A Roma, sempre più,  manca la terza categoria.

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