LA GRECIA STA ALL'EUROPA COME IL CONSUMATORE ALLA BANCA

Roma - 16 luglio 2015  - Quella che è andata in scena, in questi giorni, sul palcoscenico europeo altro non è che la rappresentazione, in grande, della recita che Banche e Consumatori mettono in atto quotidianamente. Le modalità di ingaggio sono state identiche. Identiche le minacce. Identica la metodologia. Identiche le paure. Identico il risultato ottenuto.

FASE UNO: Il prestito, la gentilezza, e i modi di fare convincenti.

A chi non è capitato? Si decide di effettuare un’importante spesa e ci si rivolge alla Banca di fiducia. Si chiede appuntamento e si incontra il consulente più bello, simpatico, convincente, gentile del mondo che non solo ci convince che indebitarsi è bello, è giusto, è l’unica cosa da fare ma ci propina anche altri prodotti inutili, al momento, ma, estremamente dannosi in futuro e, al tempo stesso, estremamente utili per la banca (cessioni del quinto, carte revolving ecc.). Tutto liscio come l’olio per la firma su pezzi di carta scritti con caratteri microscopici e termini del tutto incomprensibili.

FASE DUE: il sovraindebitamento

La stessa modalità di ingaggio è avvenuta con la Grecia, in un momento di crisi economica che l’hanno costretta a rivolgersi al Fondo per motivi economici indotti. Il paragone con una famiglia calza nell’esempio delle ludopatie. Il consumatore cade sempre più nel vortice indotto dallo Stato (che permette il gioco d’azzardo) e lo costringe al sovraindebitamento. Le stesse modalità, su scala europea, sono avvenute per la Grecia.

Agli inizi degli anni 80 la Grecia aveva una economia fiorente ed un modesto debito pubblico, pari al 28 per cento del Pil. Poi l’economia è andata in crisi e lo Stato si è sostituito all’industria assorbendone i licenziati e gli asset tanto da diventare  in un paio di decenni il più grosso datore di lavoro del Paese”. I dati della Banca mondiale evidenziano questo trend, con gli occupati nel settore industriale che scendono dal 29 per cento della forza lavoro nel 1981 al 19,2 del 2010, mentre il contributo dell’industria al Pil cala in parallelo dal 30,5 per cento del 1981 al 18,1 del 2010.

L’indebitamento è diventato, come in Italia, strumento di voto e di consenso (voto = assunzione con impiego pubblico). In questi decenni, dunque, si è distrutta l’Industria greca che, oggi, si regge esclusivamente sul turismo ed altre poche eccezioni.

La crisi del debito sovrano greco scoppia nel 2010: alla Grecia mancano i soldi per pagare gli interessi su un debito ormai superiori ad una volta e mezza il Pil. L’Unione Europea non risponde prontamente ed il mondo si accorge dell’esposizione delle banche europee nei confronti di tutta la periferia dell’Unione. Al 31 dicembre 2010 questi dovevano alle grandi banche tedesche e francesi, circa 500 miliardi di euro, di cui il 17 per cento erano titoli di Stato. Le cifre sono da capogiro, difficile immaginare quantità di denaro così grandi.

FASE TRE: la crisi e mancanza di liquidità

Come in ogni famiglia sovraindebitata la soluzione è interrompere il doppio circolo dell’indebitamento e del prestito. Ad un maggior debito corrisponde una maggiore richiesta finanziaria che, a sua volta, aggrava la situazione economica dell’indebitato. L’obiettivo della Banca è l’acquisizione delle proprietà poste a garanzia del prestito. 

LA GRECIA E IL MECCANISMO DEL REVOLVING

Il meccanismo utilizzato per la Grecia è il meccanismo del revolving. Con la stipula di un prestito, la somma richiesta e addebita decresce con il rimborso: al termine della restituzione di tutta la somma, il finanziamento si considera concluso. 

Con la carta di credito revolving, si ha una soglia di spesa massima stabilita dalla carta, il fido, mettiamo per esempio 1.500 euro. Il titolare della carta può effettuare acquisti fino a un totale complessivo di 1.500 euro. Man mano che si effettuano degli acquisti la somma disponibile della carta decresce costituendo il credito residuo.

Solo al momento in cui il titolare della carta revolving comincia a rimborsare la somma fruita, questa va a integrare nuovamente la somma di cui avete fruito, rendendola di nuovo disponibile nella vostra carta di credito, pronta per poter essere di nuovo utilizzata. 

E' facile comprendere che la procedura di pagamento e rimborso di questa tipologia di carta di credito è infinita, proprio per il continuo ciclo di vuoto (transazione) e riempimento con il rimborso a rate della somma.

Le stesse modalità di indebitamento della Grecia che si ritrova in estreme difficoltà a coprire gli interessi del prestito e non riesce ad intaccare la base patrimoniale del debito.

FASE 4: il default e il pignoramento dei beni posti a garanzia

Come si legge sul Il Fatto Quotidiano i tedeschi lo hanno ribattezzato Treuhandfonds. Letteralmente "istituzione della mano fedele". Dovrà gestire i 50 miliardi di beni pubblici di Atene, di fatto pignorati dai creditori in cambio di nuovo credito. Lo stesso nome venne dato al trust che gestì il passaggio del patrimonio dopo la caduta del Muro. Con conseguenze, ricordano i giornali tedeschi, non proprio positive per molte aziende, svendute all'Ovest o atomizzate per fare cassa

Gli asset greci saranno trasferiti al nuovo fondo, poi ‘monetizzati’ attraverso privatizzazioni o la loro gestione. L’Italia era tra i Paesi contrari all’idea di istituire un fondo da 50 miliardi per le privatizzazioni greche, si apprende da fonti Ue. La Francia invece sta iniziando ad accettare l’idea in cambio della cancellazione della frase del documento dell’Eurogruppo in cui si prevedeva una Grexit temporanea.

La Troika come la Banca

La Banca (in questo caso la Troika) improvvisamente ha cambiato atteggiamento. Da sorridente, suadente, convincente, buona, gentile diventa improvvisamente cinica, cattiva, maligna, dai modi brutali. Iniziano le telefonate stalking, iniziano le minacce e le intimidazioni. Il direttore improvvisamente non è più il tuo amico, il tuo fratello, il tuo consulente ma diventa il boia ed utilizzerà tutti i metodi per le umiliazioni.

Si arriva, per l’appunto alle umiliazioni. Le stesse umiliazioni che ha dovuto sopportare Tsipras.

IL SOVRAINDEBITAMENTO E LA RISTRUTTURAZIONE

L’unica via possibile è la ristrutturazione del debito. Il debito greco è insostenibile: serve una ristrutturazione che vada oltre il semplice riscadenzamento del pagamento degli interessi. E' questa la posizione ribadita dal Fmi in un paper trasmesso ai ministri delle Finanze della zona euro in vista della riunione di domani chiamata a finalizzare a livello tecnico il piano per la Grecia oggi al vaglio del Parlamento ellenico.

Il Fmi nel testo sottolinea come la chiusura delle banche e il controllo imposto sui capitali siano stati un "onere pesante" per il sistema finanziario e l'economica, che ha ulteriormente deteriorato la sostenibilità del debito. Secondo le stime il debito pubblico salirà al 200% del pil nei prossimi due anni. Un allentamento del debito ellenico per il Fmi dovrebbe contemplare o il taglio o un "periodo di grazia di 30 anni".

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