AGCOM: SANZIONE H3G PER CAMBIO TARIFFARIO IMPOSTO.

Roma - 15 giugno 2015  - Come di consueto arriva una nuova stangata da parte dell'AGCOM, questa volta a dover sborsare una somma considerevole è Tre Italia vista la conclusione dell'ultima investigazione conclusa la scorsa settimana dall'autorità garante. In seguito alla segnalazione di più utenti, era stata avviato un procedimento nei confronti dell'operatore, reo di aver imposto il cambio piano a pagamento nel passaggio da piani tariffari non più sottoscrivibili a quelli attuali.

La sanzione ammonta a 348 mila euro visto che Tre Italia non ha seguito le direttive imposte dalla regolamentazione, come sottolineato in questa nota della delibera:

È evidente, pertanto, che non solo sussista una generale condotta posta in essere dalla Società in violazione delle norme adottate dall'Autorità con la citata delibera, ma anche che le successive precisazioni rappresentate dalla Società nella memoria difensiva prodotta si palesano come contraddittorie e rivelatrici di una strategia aziendale che comporta l'automatico prelievo della predetta somma e l'eventuale, successiva verifica dell'effettivo rimborso di quanto già prelevato solo a seguito della ricezione di uno specifico reclamo.

Tre non ha fornito chiare informazioni su questo tema, nonostante siano passati quattro anni dalla relativa delibera che regolamenta questa materia.

Dalla documentazione in atti, inoltre, risulta che tale condotta ha coinvolto un numero rilevante di utenti e ha determinato un vantaggio economico per la Società particolarmente consistente, a fronte del trascurabile importo complessivo delle somme corrisposte ai clienti a titolo di rimborso. Occorre tener conto, altresì, della intenzionalità di tale condotta in considerazione del fatto che la Società ha consapevolmente adottato procedure difformi già a partire dal 2010 e proseguito nel comportamento illegittimo negli anni successivi.

Purtroppo la storia non cambia, gli operatori sanno di essere nel torno ma perseguono per anni perchè sanno che, a volte, la pena pecuniaria è comunque minore rispetto al guadagno ottenuto con questi escamotage.

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