A.E.C.I. APRE LO SPORTELLO DIRITTI DEGLI ANIMALI

Roma - 09 marzo 2015  L’A.E.C.I  Roma Sud, con l’avv. Claudia Tiranno da alcuni mesi ha ampliato le sue tematiche occupandosi anche della tutela dei diritti degli animali.

Accade spesso che sulle pagine dei più noti social network vengano condivise immagini o video amatoriali relativi a maltrattamenti e violenze su animali: non è una crudeltà tutto ciò?!?

Allora… che fare? Segnalate quanto visto al Commissariato di P.S. on line, ove è presente un ufficio internet gestito dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che sicuramente riuscirà a risalire al responsabile di tali atrocità o al corpo forestale dello stato. Se poi avete assistito all’evento davanti ai vostri occhi? Beh, allora calma e sangue freddo! Cercate sicuramente di intervenire per porre fine a qualsiasi atteggiamento violento denunciando quanto visto alle Autorità competenti (Comando di polizia/carabinieri).

Un concreto aiuto ci è fornito dalle norme vigenti del codice penale e dalle più rilevanti sentenze a sostegno degli animali e dei loro padroni.

Lo sapevate che lasciare il proprio cane sul terrazzo, senza cuccia, cibo ed acqua e’ un reato penalmente punibile, ai sensi dell’art. 544 ter del codice penale?

Una signora di Bologna, veniva condannata per maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) poiché, senza necessità, sottoponeva il proprio cane a sevizie, chiudendolo fuori, ovvero nel terrazzo del proprio appartamento senza un adeguata cuccia, in condizioni igieniche precarie…e privandolo di cibo ed acqua (Trib. Bologna, 19.04.2013 – Giud. Levoni).

Ma se invece fosse il vostro ad essere maltrattato?

Qualora il maltrattamento fosse  imputabile a terzi, e non al padrone, a quest’ultimo spetterebbe un risarcimento per i danni morali patiti, come stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 47391/11).

Nel caso trattato dalla Cassazione l’aggressore , un settantenne che aveva preso a calci un cane, veniva condannato a pagare una multa per il reato di cui all’art. 638 c. p.  ed al risarcimento del danno per il padrone dell’animale.

Nell’ipotesi di maltrattamento di animali domestici, il molestatore deve risarcire, oltre al danno fisico cagionato all’animale, anche il danno morale (sofferenza psicologica) arrecato al padrone. La Sentenza n. 47391/11, ha spiegato come i maltrattamenti inflitti ad un animale si ripercuotano anche sul proprietario, che ha quindi diritto al risarcimento.

Chi uccide un animale domestico sarà tenuto a risarcire il danno per il peggioramento della qualità della vita del padrone. Infatti la morte dell’animale rompe l’intenso legame affettivo che lega il cane al padrone e determina, quindi, un cambiamento nella vita di quest’ultimo. L’animale è considerato, secondo i giudici della Corte Suprema, come una “persona non umana”, in grado di percepire tanto il dolore fisico, quanto le sofferenze a livello emotivo. Pertanto, sotto un aspetto strettamente giuridico, l’interesse (di cui è titolare il padrone) all’integrità dell’animale domestico, essendo questi un essere senziente, deve essere sempre tutelato.

Maltrattare un animale domestico è considerato reato, ciò anche in virtù del fatto che l’animale, rivestendo un ruolo importante all’interno della famiglia, proietta, seppur indirettamente, il proprio malessere nella sfera emotiva dei suoi padroni. La loro sofferenza e il patema per la perdita dell’animale meritano, perciò, considerazione.

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