PARLANO DI NOI: Mutui, tassi da usura e spese ingiustificate: le finanziarie risarciscono

Roma - 06 marzo 2015  - Dal nostro territorio. Un articolo, di Gigi Sosso, del CORRIERE DELLE ALPI che parla della nostra Associazione di Consumatori di Feltre.

Riportiamo integralmente l'articolo.

Sette le cause civili promosse dall’Associazione consumatori. Un caso è già arrivato in fondo e il risultato è positivo: un lavoratore di Ponte, che aveva acceso un finanziamento di 10 mila euro e l’ha saldato versando come rata finale una parte del trattamento di fine rapporto, si è visto restituire 1.400 euro.
di Gigi Sosso

FELTRE. Ridateci i soldi. I consumatori alla riscossa, attraverso l’Associazione europea consumatori indipendenti di Feltre, che ha schierato l’avvocato Davide Fent accanto alla presidente Orietta Sacchet. Ci sono almeno sette cause civili contro banche o finanziarie per tassi d’interesse da usura sui mutui per la casa o spese illegittimealla fine della pratica. Queste si trovano alle voci interessi passivi, spese d’istruttoria o costi di assicurazione.

Un caso è già arrivato in fondo e il risultato è positivo: un lavoratore di Ponte, che aveva acceso un finanziamento di 10 mila euro e l’ha saldato versando come rata finale una parte del trattamento di fine rapporto, si è visto restituire 1.400 euro, grazie alla sentenza del giudice. È più del 10 per cento e l’uomo può dire di essere andato in pensione sollevato.

Un’altra vicenda era entrata nelle aule penali del tribunale di Belluno ed è stata archiviata dal giudice per le indagini preliminari Vincenzo Sgubbi, in mancanza del dolo e quindi del reato. Non luogo a procedere, di conseguenza il rappresentante della banca privata non è stato rinviato a giudizio e non andrà a processo. Già il pubblico ministero aveva chiesto questa soluzione, ma Fent l’aveva impugnata. La vicenda riguardava un mutuo da 18 mila euro, da saldare con rate mensili da 250 (un quarto del reddito), acceso da un pensionato di Quero Vas. Il tasso era diventato addirittura del 15 per cento, dopo una fusione con un altro istituto bancario, quindi da usura e il cliente l’aveva accettato, perché si trovava in una situazione molto delicata. In condizioni normali si sarebbe rivolto da un’altra parte, ma non gli rimanevano alternative.

Le altre situazioni, che riguardano sempre il credito al consumo saranno presto discusse: l’obiettivo dell’associazione e del legale rimane quello di recuperare dei soldi, da restituire agli assistiti, che si sono sentiti danneggiati.

«Tutto parte da una serie di verifiche fatte attraverso dei consulenti contabili, cioè degli specialisti. Dopo aver ricevuto un certo numero di segnalazioni, si trattava di capire se i tassi praticati per dei prestiti fossero talmente elevati da configurare l’usura, oppure se delle spese per la chiusura delle pratiche fossero legittime o illegali. Sono in corso dei contenziosi civili e l’aspetto incoraggiante è che in uno la finanziaria ha deciso di restituire quella somma, oltre al pagamento delle spese legali. La speranza è sempre quella di poter racimolare degli altri soldi e abbiamo fondati motivi per pensare che è proprio quello che succederà. Riteniamo di avere delle buone ragioni e cercheremo di farle valere, naturalmente nell’interesse dei nostri assistiti».

Bisogna fare molta attenzione e la preoccupazione diventa ancora più naturale, dal momento che ci sono di mezzo dei quattrini. Occhio alle formule, che non si comprendono, non essendo degli esperti del settore: «Sono spesso gli interessi passivi oppure le spese d’istruttoria o ancora le spese di assicurazione. Tutto questo non è legittimo e può essere segnalato all’associazione, innescando così questi contenziosi, che possono portare fino alla restituzione di quote anche molto significative».

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