GUIDA A.E.C.I.: COME APRIRE UN CONTO BANCARIO IN UN PAESE EUROPEO

Roma - 03 marzo 2015  - Un consumatore può avere l'intenzione o la necessità di aprire un conto in banca in un altro paese dell'UE. In tal caso la banca è libera di scegliere se accettare o meno la richiesta del cliente. Si tratta di una decisione commerciale privata della banca. Prima di aprire un conto, la banca deve acquisire informazioni sui potenziali clienti. Se si tratta di non residenti, può decidere di valutare le richieste con maggiore accuratezza. La politica di alcune banche potrebbe quindi imporre di non accettare clienti non residenti.

Quando si apre un conto bancario in un altro Paese dell'Unione Europea la banca è libera di scegliere se accettare o meno la vostra richiesta, visto che hanno bisogno di conoscere i loro clienti potenziali. 

Spesso le banche negano l'apertura di conti bancari a persone  che non vivono nel paese in cui ha sede la banca. Esistono tuttavia anche banche che offrono prodotti specifici per non residenti ed emigrati. Trova la banca a te più vicina che offre la possibilità di aprire conti ai non residenti.
Il rifiuto è accettabile solo alla luce di valide ragioni commerciali. Le banche non possono discriminare i cittadini dell'UE in base alla loro nazionalità.

Anche chi ha un permesso di soggiorno temporaneo in un paese può avere difficoltà ad aprire un conto, dato che alcune banche richiedono il permesso di soggiorno permanente.


Per quanto riguarda i trasferimenti di denaro, un Paese che utilizza l'euro dovrebbe applicare le stesse spese per la transazione nazionale e per quella transnazionale. 

Pagamenti e bonifici
Per i pagamenti internazionali in euro all'interno dell'UE, le banche non devono addebitare un costo superiore rispetto a quello previsto per una transazione nazionale del medesimo valore in euro.

Questa norma si applica a tutti i pagamenti elettronici in euro, compresi:

- bonifici fra conti bancari in diversi paesi dell'UE
- prelievi da bancomat/sportelli automatici in paesi dell'UE
- pagamenti eseguiti mediante carte di debito o di credito all'interno dell'UE
- operazioni di addebito diretto
- rimesse di denaro.

I pagamenti internazionali in valute diverse dall'euro  non sono  soggetti a tali disposizioni.

Inoltre, le banche dei paesi dell'UE che non utilizzano l'euro devono applicare le stesse commissioni previste per le transazioni eseguite all'interno dell'UE, qualora il pagamento o il bonifico avvenga in euro.

Esempio:

Attenzione: le banche possono applicare commissioni "nazionali" per pagamenti internazionali

Lidia ha pagato commissioni elevate in Italia per un bonifico di 100 euro per la Germania. Per verificare che i diritti previsti dalla normativa europea fossero stati rispettati, ha contattato il centro dei consumatori  English del suo paese.

È emerso che entrambe le banche avevano correttamente addebitato le commissioni previste per le operazioni di pagamento nazionali. La banca italiana le aveva applicato la stessa commissione prevista per i bonifici nazionali e la banca tedesca quella prevista per il ricevimento di un pagamento effettuato dalla Germania.

Le commissioni bancarie variano notevolmente a seconda delle banche e dei paesi.

Assegni
La normativa europea relativa alle commissioni bancarie per i pagamenti internazionali e nazionali in euro non si applica agli assegni.

Talvolta, l'incasso di un assegno da un altro paese dell'UE può comportare commissioni molto elevate.
Inoltre, in molti paesi dell'UE, gli assegni non sono più accettati  come metodo di pagamento. È altamente sconsigliato utilizzare assegni per effettuare pagamenti internazionali all'interno dell'UE.

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