AUTORITA' PER I DIRITTI DEI VIAGGIATORI: CON 5 ANNI DI RITARDO E PROCEDURE DI INFRAZIONE DELLA EU

Con cinque anni di ritardo e una lunga serie di rinvii, anche l’Italia ha recepito il regolamento della Comunità europea  sulla tutela dei diritti dei viaggiatori in treno [1].   Dal 21 maggio nasce, così, un arbitro indipendente: l’Authority dei trasporti (“Autorità di regolazione dei Trasporti”). In questo modo, se un treno fa ritardo o viene cancellato senza adeguata informazione, se l’utente viene rimborsato solo dopo numerosi solleciti, se non si può portare a bordo la bicicletta, se la banchina o il convoglio non sono accessibili ai disabili, l’impresa ferroviaria verrà multata. 

Il 21 maggio scorso, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo 70/2014 che disciplina le sanzioni sulle violazioni dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Addio, quindi, a ritardi, coincidenze perse, soppressione dei treni, mancate responsabilità sui bagagli e completa disattenzione agli obblighi informativi ai passeggeri.

La normativa, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, è infatti l’attuazione di un Regolamento comunitario sul trasporto ferroviario che l’Unione Europea ha imposto a tutti i Paesi nel lontano 2007 (Ce n.1371) con cui si sono state riconosciute numerose tutele ai passeggeri dei treni. L’entrata in vigore è stata poi recepita dagli Stati membri il 3 dicembre 2009. A eccezione dell’Italia che, solo a distanza di ulteriori 4 anni, è riuscita ora a estendere queste tutele, non avendo mai istituito un organismo ufficiale e autorizzato a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento sul suo territorio, né stabilito norme volte a sanzionare violazioni della legge.

Attendiamo sviluppi e speriamo che siano buone notizie per i viaggiatori italiani.

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