INGORGO FISCALE: ALLARME DEI CAF CHE RISCHIANO IL TILT

(AGI) - Roma, 18 mag. - Tra Tasi e 730 si rischia la 'paralisi fiscale' e milioni di contribuenti potrebbero finire per non rispettare le scadenze. A lanciare l'allarme sono i Caf che, in piena campagna fiscale, prevedono un assalto nei prossimi giorni di cittadini che chiederanno assistenza anche per il calcolo della nuova tassa sui servizi indivisibili: la prima rata va versata entro il 16 giugno, quindi tra meno di un mese.
  Ma sono solo 800 degli oltre 8mila Comuni che hanno adottato le delibere sulle aliquote della Tasi e 4mila sono in elezione, quindi difficilmente lo faranno. Il termine scade il 23 maggio, a ridosso della scadenza dei versamenti, e non e' escluso che si assistera' ad aumenti a raffica: l'aliquota per la prima abitazione potrebbe essere portata al tetto massimo dal 2,5 per mille al 3,3 per mille.
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"Siamo molto preoccupati - afferma il coordinatore della Consulta dei Caf, Valerio Canepari - quindici giorni fa avevamo sollecitato il governo a pensare a un rinvio e a soluzioni che attenuino il disagio dei contribuenti. Questa netta chiusura dell'esecutivo creera' problemi soprattutto ai cittadini perche' pochi Comuni hanno deliberato e nessuno e' intenzionato a mandare a casa dei contribuenti l'F24 precompilato per cui la gente si trova alle prese con un'imposta nuova che non conosce e temiamo che ai primi giugno milioni di cittadini invaderanno i nostri uffici". Si tratta, spiega ancora Canepari, "di un problema molto grande per noi, ne discuteremo martedi' in una riunione interna. Siamo in piena campagna fiscale, siamo pieni di appuntamenti e diventa difficile assistere i contribuenti.
  Abbiamo chiesto almeno un rinvio di dieci giorni nella consegna dei 730 perche' se siamo presi d'assalto, o mandiamo via la gente o dobbiamo fermarci per dare la priorita' alle dichiarazioni dei redditi. Il rischio e' di incorrere in sanzioni, non e' che possiamo farci carico di disfunzioni o della disorganizzazione delle amministrazioni pubbliche".
 
A mettere in guardia e' anche Unimpresa, secondo cui questo quadro portera' inevitabilmente a una valanga di ricorsi sia da parte dei Comuni (nell'ipotesi in cui gli importi pagati siano inferiori al tributo da pagare) sia da parte dei proprietari di immobili (nel caso di versamenti superiori).
  "Sarebbe stato opportuno uno slittamento di tre o sei mesi - commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi - perche' ne' i contribuenti ne' gli addetti ai lavoro hanno chiara la situazione. Non solo non e' stato semplificato il quadro, ma al contrario il sistema impositivo sugli immobili e' stato ulteriormente complicato: c'e' la Tasi sulle prime case, l'Imu sulle seconde e i i siti produttivi (negozi e capannoni), la Tari per i rifiuti. Quello che doveva essere una rivoluzione si e' rivelata una operazione di pura estetica fiscale peraltro mal riuscita: il risultato e' un mostro, un altro mostro di tasse che pesa sulle famiglie e sulle imprese, complicando la vita".

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