LA BORSA DI MILANO 23esima AL MONDO. CI SUPERANO ANCHE MESSICO, MALAYSIA, INDONESIA

LA BORSA DI MILANO 23esima AL MONDO. CI SUPERANO ANCHE MESSICO, MALAYSIA, INDONESIA

MILANO (Reuters) - Piazza Affari è sempre più piccola, di fronte all'avanzata dei mercati dei paesi emergenti. A giugno 2013 la piazza milanese era scivolata di ben tre posizioni al ventitreesimo posto nella classifica relativa alla capitalizzazione delle principali borse mondiali, superata da Messico, Malaysia e Indonesia, ben lontano dall'undicesimo posto che ricopriva nel 2003.

Secondo quanto emerge nel rapporto "Indici e dati" 2013 curato dall'ufficio studi di Mediobanca, Piazza Affari è scesa dai 490 miliardi di fine 2003 ai 353 miliardi di fine giugno 2013, contando per lo 0,9% della capitazzazione totale delle borse a livello mondiale. Negli ultimi mesi, Piazza Affari ha registrato però un recupero, risalendo a 425 miliardi al 16 ottobre.

La borsa milanese continua inoltre ad avere un rapporto tra capitalizzazione e Pil tra i più bassi: non va infatti oltre il 22,6%, percentuale che si confronta con il 43,9% della Germania o con il 70,3% della parte europea del Nyse euronext.
A Piazza Affari non è solo la capitalizzazione a essersi ridotta, ma anche il numero di emittenti. Dal 2003 al 2013, senza contare le aziende entrate nell'Mta dall'Expandi, il bilancio tra nuove quotazioni e delisting vede un calo di sei società l'anno. Solo quest'anno si conta una sola nuova quotazione (Moleskine) a fronte di nove uscite.

Interessante la percentale di "cancellazioni lampo", cioè di società che restano quotate solo per pochi anni. Tra il 2000 e il 2013 su 188 delisting, quasi la metà (91) riguardavano quotate da meno di dieci anni, si legge nel rapporto "Indici e dati". Di queste addirittura 15 sono state quotate e delistate nell'arco di due anni.

La gran parte di queste cancellazioni sono avvenute a seguito di Opa, ma si registra un aumento dei delisting a seguito di fallimenti.

Su una prospettiva temporale abbastanza lunga, da dicembre 2002, Piazza Affari è stata anche l'unica tra le principali borse mondiali a registrare un andamento negativo, al 16 ottobre pari a -5,6%. Senza considerare i grandi balzi dei paesi emergenti, questo numero si confronta comunque con il +191% della Danimarca, il +187% del Nasdaq, il +130% della Germania, solo per citarne alcuni.

Profondamente cambiati anche i pesi dei vari settori: quello bancario, che solo nel 2006 contava per il 32,2% della capitalizzazione complessiva, per un valore assoluto di 247,5 miliardi, a giugno 2013 lo troviamo al 17,5%, per 61,7 miliardi (anche se negli ultimi mesi ha registrato un buon recupero). Al contrario il resto dei titoli non finanziari (escluse quindi senza banche e assicurazioni) nel 2006 contava per il 58,3% (448,3 miliardi) mentre e a giugno 2013 pesava per il 74% (261,2 miliardi).

(FONTE: Elisa Anzolin dal Sito Reuters Italia)

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