GARANTE DEL CONTRIBUENTE. LUCI E OMBRE DEL DECRETO STABILITA'

Il disegno di legge di stabilità 2014 ha sancito che dall'1 gennaio 2014 “L'Ufficio del Garante del Contribuente”, organo di tutela dei cittadini che era stato istituito all'interno dello “Statuto del Contribuente” (legge 27 luglio 2000) vedrà esercitate le sue funzioni dai presidenti delle Commissioni tributarie regionali. L'attuale organo operante per l'effetto decadrà. Il provvedimento è inserito nel titolo terzo titolato: 'Razionalizzazione della spesa pubblica'.

L'articolo 10 concerne espressamente la razionalizzazione della spesa nelle amministrazioni pubbliche e sancisce che le funzioni saranno esercitate senza oneri per la finanza pubblica dai nuovi soggetti. Il Parlamento dovrà fare diventare legge dello Stato il citato disegno di legge. Quale garante del contribuente non mi sento di entrare nel novero della protesta ma della proposta. Intendo dire che mi auguro che, nelle sedi parlamentari, si riscopra lo spirito ispiratore del Garante del Contribuente preposto a recepire le doglianze dei contribuenti a fronte degli atti della Pubblica amministrazione.

Negli anni i Garanti hanno svolto questa funzione quali mediatori tra il cittadino e l'amministrazione finanziaria depotenziando contenziosi che avrebbero potuto essere gravosi anche per la stessa amministrazione. Siamo stati, quindi, pontieri per un eventuale immediato introito di risorse. Nel rapporto con le famiglie italiane e con le categorie economiche, siamo stati ispiratori anche di una educazione tributaria, perchè i cittadini si facessero carico dell'imposizione a fronte dei servizi erogati dagli enti pubblici. I Garanti sovente sono stati portatori di una interpretazione sostanziale delle norme tributarie informando i contribuenti e offrendo loro moduli e strumenti per assolvere all'obbligazione tributaria.

La professionalità di cui i Garanti sono portatori costituisce una garanzia per le istituzioni perchè in questa fase in cui si sta rimodulando e rimodellando il sistema tributario c'è necessità che il Paese reale abbia contezza degli sforzi che le istituzioni stanno svolgendo per fare uscire il Paese dalle secche di una crisi economica nella quale le famiglie e le imprese si vedono vessate da imposte, tasse, contributi talvolta insopportabili. Ecco quindi i Garanti quali pompieri nel sistema e quali portatori di una credibilità che è necessario ripristinare se vogliamo dare fiducia e certezze a chi investe, lavora, consuma, risparmia.

Dalla Valle d'Aosta, interpretando le intenzioni di altri colleghi d'Italia, desidero affermare che se il problema di depennare le nostre figure riposa nella diminuzione della spesa pubblica (che io ritengo necessaria), personalmente sono disponibile, qualora il citato articolo venga modificato, a esercitare la mia funzione, al servizio delle istituzioni e della gente, a titolo gratuito e senza oneri per l'amministrazione pubblica.

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