MANOVRA ALL'INSEGNA DELLA TRADIZIONE. A FAVORE DELLE BANCHE A DANNO DEL PAESE

Ancora una volta si è preferito sottostare alle lobbies che pensare al futuro del paese.
La nuova manovra non produce nulla di nuovo. Non tocca (ancora una volta) le rendite finanziarie ascoltando i dictact delle banche mentre (sempre per volere della banche) è stato stabilito l’incremento dell’aliquota del bollo sulle attività finanziarie, che porterà 900 milioni di euro. 

Oggi, in pratica, chi ha denari da investire, al rischio di impresa (molto elevato) preferisce la rendita sicura. 
Nonostante il recente innalzamento dal 12,5% al 20% dell'aliquota sulle rendite finanziarie (che rimane al 12,5% per i titoli di Stato), l'Italia resta uno dei paesi europei in cui le rendite sono tassate di meno.
Questo significa meno investimento in impresa e lavoro.

Ma veniamo al resto della finanziaria.
I numeri li pubblica (per esempio) ITALIA OGGI. La legge di Stabilità vale circa 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 nel 2015 e 7,5 nel 2016. Le coperture per il 2014: 3,5 miliardi di tagli alla spesa (2,5 allo Stato e 1 miliardo per le Regioni); 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari, revisione del trattamento delle perdite di banche e altri intermediari; un miliardo e 900 milioni da interventi fiscali di cui 500 milioni da limatura delle taxes expenditures, e altri interventi che hanno a che vedere con le attività finanziarie, in particolare l'aliquota di bollo; ulteriori 3 miliardi derivano dall’avvenuto rispetto del rapporto deficit/Pil al 3%.

Le principali novità:

-      Taglio al cuneo fiscale da 5 miliardi nel triennio 2014-2016

-      Incentivato il passaggio dal lavoro a tempo determinato a quello a tempo indeterminato

-      Rifinanziati il 5 per mille e social card

-      Aggressione dei capitali illegalmente esportati grazie a una norma messa a punto dal procuratore aggiunto Francesco Greco che sarà portata in Parlamento

-      Fondo per le pmi rifinanziato con 1,6 miliardi nel triennio

-      Niente tagli alla sanità nei prossimi tre anni

-      Un miliardo agli enti locali per gli investimenti

-      Un miliardo di quota statale per sopperire ai minori introiti derivanti dall’introduzione della Service tax

-      Pressione fiscale ridotta di un punto dal 44,3 al 43,3% e analogamente cala di un punto l’incidenza della spesa corrente

-      Stretta sulle compensazioni per le imposte dirette (Irpef/Ires)

-      Prolungamento dell’ecobonus al 2014

-      Elezioni solo la domenica per risparmiare

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