AUTORITA' ENERGIA E GAS: IL MERCATO LIBERO NON CONVIENE

ENERGIA. Da un'indagine dell'Autorità emerge che non è stato raggiunto l'obiettivo di concorrenza e prezzi migliori
Il servizio di maggiore tutela con i prezzi imposti dall'organismo regolatore consente più risparmio Intanto dal 2 settembre parte la «Borsa del gas».

A.E.C.I. | ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI lo sostiene da sempre. Inoltre le regole non tutelano il consumatore almeno quanto il mercato tutelato.

ROMA L'obiettivo era che fosse la fotocopia del mercato della telefonia mobile, prezzi più bassi e offerte trasparenti e accattivanti: ma quello dell'energia, aperto alla concorrenza in tempi diversi per l'elettricità e per il gas, ha deluso le aspettative. I prezzi pagati dalle famiglie, ha certificato l'Autorità per l'energia in un'indagine, sono più alti per chi ha scelto il mercato libero cambiando lo storico fornitore, rispetto a quelli applicati a chi è rimasto nel servizio di maggior tutela le cui tariffe sono decise dall'organismo regolatore. Per l'elettricità, l'indagine esamina il prezzo di approvvigionamento e sostiene che sul mercato libero «per i clienti domestici è risultato il 12,8% più alto del prezzo di maggior tutela», mentre «per i clienti non domestici tale percentuale è pari al 6,6%». Le famiglie che hanno scelto il mercato libero hanno pagato 108,61 euro al MWh e 96,25 quelle sotto tutela: per le imprese, si passa dai 105,49 del libero ai 98,97 del tutelato. Il differenziale sale fino al 20%, per le imprese con bassi consumi. Più contenuto il delta tra i due mercati per il gas: il prezzo per le famiglie (al netto di imposte, accise e Iva) sul mercato libero è del 2% più alto di quello del servizio di maggior tutela. Il divario arriva al 6% se si considerano solo le classi di consumo inferiori a 5.263,60 metri cubi. Per gli altri tipoli di clienti il prezzo medio sul mercato libero «è in linea o inferiore a quello del servizio di tutela». Ampio, stando all'indagine dell'Autorità, il ventaglio di offerte che le aziende propongono ai consumatori, famiglie o imprese: si va da quelle a prezzo fisso, a prezzo indicizzato, «tutto compreso», ma spesso non si tratta di proposte di facile lettura. Inoltre, il consumatore è spesso passivo, sceglie di passare al mercato libero per un generico concetto di risparmio che non è però approfondito, senza comparazione di prezzi, in molti casi considerata troppo ardua. Insomma, conclude l'Autorità, «dall'analisi delle offerte emergono perplessità circa il fatto che i clienti siano perfettamente consapevoli sia degli elementi di costo che le diverse componenti di prezzo coprono, che della scelta effettuata». L'Autorità vuol fare in modo che le offerte siano più chiare e potrebbe obbligare le aziende a informare periodicamente i clienti dell'esistenza di offerte più convenienti. BORSA DEL GAS. Intanto, con decreto direttoriale è stato stabilito al 2 settembre l'avvio del mercato a termine fisico del gas naturale, la cosiddetta «borsa del gas», la cui gestione è affidata al Cme, Gestore dei mercati energetici come per gli altri mercati dell'energia. L'avvio del Mercato a Termine del gas «garantirà nel tempo la formazione di un segnale di prezzo liquido e trasparente permettendo agli operatori di disporre, come avviene già in altri mercati europei, di uno strumento di trading efficiente e che risponda alle necessità di approvvigionamento a medio termine», afferma il ministero dello Sviluppo. I vantaggi di questo nuovo segmento di mercato «saranno legati alla possibilità per gli operatori di concludere le transazioni su orizzonti temporali più ampi, coprendosi dalle oscillazioni dei prezzi e garantendo nel contempo forniture sicure e definite in base alle peculiari necessità del singolo operatore».

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