ROMA: MULTE CANCELLATE. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI CHIEDE L'ELENCO DEI "BENEFICIARI"

Se c'è un corrotto, c'è anche un corruttore. C'è poco da fare e se ci sono concussi ci sono anche corruttori. Sarebbe importante conoscere i nomi non solo dei Vigili Urbani che hanno operato su 1745 verbali ma anche chi ha "usufruito" dei loro servigi.

Un trattamento privilegiato, riservato alle sanzioni elevate nei confronti di personaggi e istituzioni di rilievo: all'Ufficio contravvenzioni, le multe e i ricorsi intestati alle cosiddette «personalità» finivano in un fascicolo separato, diverso da quello per i comuni cittadini. E in centinaia di casi, venivano fatte sparire. Un'anomalia che ha indotto gli inquirenti a sospettare che l'inchiesta delle multe fantasma possa portare a galla l'esistenza di una corsia preferenziale. Un sistema in base al quale le sanzioni elevate nei confronti di soggetti istituzionali «scelti» venivano fatte sparire. Dal faldone «personalità», poi, sarebbero passate anche alcune contravvenzioni che portano il nome dei fratelli Bernabei, mischiate insieme con verbali riconducibili - si legge nelle carte della Procura - «tra gli altri, al Comune di Roma e al Consiglio Regionale», e a veicoli intestati alle Forze dell'Ordine. 

Infatti si conoscono i nomi dei vigili urbani. A seguire il percorso amministrativo del faldone ci pensava Tiziana Diamanti, l'impiegata di via Ostiense arrestata insieme al suo superiore, Angelo Vitali, con l'accusa di concorso in falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici, per aver cancellato più di mille contravvenzioni nel corso del 2011, con la complicità di un altro funzionario indagato ma rimasto a piede libero. Diamanti era incaricata di fare sparire ogni documento cartaceo. E le direttive arrivavano dall'alto. Dal suo superiore riceveva infatti ordine di mandare tutto al macero, senza inviare nulla in Prefettura: l'ha dichiarato la donna nel corso dell'interrogatorio di garanzia di fronte ai pm Laura Condemi e Ilaria Calò e, visto il suo atteggiamento collaborativo, la procura ha per lei dato parere favorevole ai domiciliari. 

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