RISCOSSIONE MULTE. STOP A EQUITALIA DAL 23 MAGGIO. 6000 COMUNI A RISCHIO RISCOSSIONE

Le multe per le infrazioni al Codice della Strada? Archiviate. O quasi. Equitalia - che fino a oggi si è occupata della riscossione - ha infatti scritto a tutti i Comuni della Penisola invitandoli a non inviare più ai propri uffici le contravvenzioni a partire dal 20 maggio 2013. Motivo? Dal 1° luglio la Società cesserà l'affidamento dell'attività svolta finora e dunque considera impossibile gestire le cartelle in arrivo dopo detta data, anche in considerazione del fatto che le varie amministrazioni locali dovrebbero comunque 'pagare' il lavoro di Equitalia, a multa riscossa o meno.

Che cosa succederà dunque a partire dal 20 maggio? A grandi linee, da quel giorno chi si vedrà elevare una contravvenzione ha il 75% di probabilità di farla franca se non la paga. Ovvero: solo 2.000 Comuni su 8.000 si sono organizzati per far fronte alla nuova gestione delle multe, attrezzandosi per colmare il 'buco' lasciato da Equitalia. Per cui, se si è residenti in una località dall'amministrazione 'virtuosa' non cambia nulla (o quasi, perché è sempre da vedere come funzionerà il nuovo sistema), mentre se si abita in una delle altre 6.000... Stracciare la contravvenzione e buttarla via non comporterà conseguenze.


Fino a oggi, infatti, i destinatari delle multe nell'80% dei casi sceglievano di pagare subito per la consapevolezza che - in caso contrario - sarebbero stati 'perseguitati' a vita da Equitalia, ma ora che il 'nemico' ha dichiarato forfait c'è la certezza di passarla liscia (sempre nei famosi 6.000 Comuni di cui sopra). Una vera e propria manna per i furbi e un danno enorme per le amministrazioni, contando che dalle infrazioni stradali mediamente in un anno le casse comunali ricavano 1,4 miliardi di euro.

Ma come si è arrivati a questa incredibile impasse? Due anni fa il Decreto sugli Enti Locali ha stabilito che a decorrere dal 1° luglio 2013 Equitalia non si sarebbe più occupata della riscossione dei tributi a livello locale, demandando la responsabilità ai Comuni. Solo che dal 2011 a oggi la normativa è 'passata in cavalleria' - come si suol dire - con il risultato che appena 2.000 amministrazioni si sono mosse per tempo per evitare di trovarsi scoperte. La nota di Equitalia sull'anticipazione del blocco dell'invio delle cartelle ha fatto suonare il campanello d'allarme, ma per chi non si è adeguato ora il rischio è il caos.

Senza contare che la Società di riscossione si occupava non solo delle contravvenzioni stradali, ma anche di tutti i tributi locali, come per esempio la tassa rifiuti. Dunque, i Comuni che non hanno provveduto a trovare un sostituto di Equitalia ora si trovano nella condizione di dover fronteggiare non solo un buco gestionale, ma anche economico. E di entità davvero considerevole...

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