AUMENTA L'RC AUTO. L'ASSENZA DI UN VERO CONTROLLO E' UN DANNO ENORME PER I CONSUMATORI

Aumenti per le donne, cali per gli uomini. Le tariffe Rc auto praticate al primo gennaio mostrano andamenti contrastanti a seconda del sesso dell'assicurato, dopo l'entrata in vigore della sentenza della Corte di Giustizia Ue sulla parità di trattamento uomo-donna. Gli ultimi dati dell'Ivass rilevano infatti un rialzo del 13,5% per una diciottenne con autovettura di cilindrata 1300 alimentata a benzina, in classe bonus-malus. Per il corrispondente profilo maschile c'è stato invece un calo del 6,7%.

L'indagine dell'Authority ha preso in esame i prezzi praticati in 21 province per 11 tipologie standard di assicurati di entrambi i sessi, sia automobilisti sia motociclisti. Si tratta, spiega l'Istituto, della prima rilevazione dei prezzi successiva all'entrata in vigore della sentenza della Corte di Giustizia Ue del marzo 2011 in materia di parità di trattamento tra uomo e donna nell'accesso ai servizi assicurativi e che ha essenzialmente comportato, rispettivamente per gli assicurati di sesso femminile e maschile, incrementi e decrementi dei prezzi medi, variabili con i profili e le province oggetto di indagine.

Sul territorio si accresce la già forte differenziazione tra regioni settentrionali e regioni meridionali: gli incrementi, nonché i prezzi medi di listino assoluti, risultano più elevati nel blocco delle province meridionali, e più contenuti nelle province settentrionali. Per esempio, un cinquantacinquenne di sesso maschile alla guida di un'autovettura di piccola cilindrata a Napoli, pur se in classe bonus-malus di massimo sconto, paga una tariffa media di 1.237 euro, in aumento del 9% rispetto allo scorso anno, a fronte di tariffe inferiori ai 400 che il medesimo assicurato pagherebbe a Trento, Bolzano o Aosta con aumenti che a malapena hanno raggiunto il 2,5% (quindi inferiori all'inflazione). Nel settore delle due ruote, per i motocicli con cilindrata di 200 cc, i prezzi nazionali medi di listino hanno subito incrementi del 10,2% per gli uomini e dell'8,2% per le donne quarantenni in classe bonus malus di 4.

Si avverte un peso enorme nel sistema italiano, ovvero la mancanza di una vera autority di controllo che stabilisca condizioni medie europee. 
 Il nostro paese vanta il poco edificante primato della maggiore incidentalità e pure il più elevato costo medio dei sinistri, ma è altrettanto vero, che rispetto ai cittadini dei principali Paesi europei, gli automobilisti italiani pagano le polizze più care. E non di poco: il premio medio di un contratto Rc auto corrisponde infatti a più del doppio di quanto si paga in Francia e in Portogallo, e supera rispettivamente dell’80% e del 70% il prezzo di una polizza stipulata in Germania e in Olanda.

L’Antitrust, in particolare, rileva come il costo medio dei sinistri in Italia superi quello di Francia e Germania di circa il 13% e di oltre il 20%, ma sottolinea anche che le frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia sono in numero quattro volte inferiore a quelle scoperte dalle assicurazioni nel Regno Unito e la metà di quante ne vengono individuate in Francia.

E osserva pure come il sistema del risarcimento diretto non abbia sortito i risultati attesi, né si siano risolte le criticità legate a una concorrenza troppo debole: ciò che si riflette in una continua crescita e in una variabilità di premi niente affatto competitivi, complice anche la scarsa mobilità degli assicurati.

Un fattore, quest’ultimo, che risulta penalizzato dalle stesse assicurazioni, che, quando il cliente cambia compagnia, lo inseriscono in classi interne più svantaggiate rispetto a quella di provenienza.

Anche il ricorso alla “scatola nera” non è stato incentivato: le spese a carico della clientela per installarla risultano superiori alla scontistica offerta dalle compagnie: il risultato è che il numero di contratti con la “scatola nera” non ha superato il 3% del totale. L’indagine evidenzia inoltre che il caro polizza ha penalizzato più degli altri non solo i giovani ma anche i pensionati con vetture di piccola cilindrata e i quarantenni che assicurano motocicli. Riservando a questi ultimi il maggiore aumento medio, superiore al 30% annuo.

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