INIZIANO LE FERIE E PUNTUALE AUMENTA LA BENZINA: COMPLICE IL GOVERNO?

Come lo Stato aumenta le proprie entrate con le tasse indirette e diventa complice dei produttori a danno dei consumatori

Il lupo perde il pelo ma non il vizio e la partitocrazia dorme. Inutile dire che i produttori petroliferi ci hanno abituato da anni a veder aumentare il prezzo del carburante proprio in prossimità del maggior consumo, cioè prima di riempire i serbatoi in prossimità degli esodi estivi. 

Prezzo che, aumentato ad arte, non solo contribuisce a depauperare le tasche dei consumatori italiani e arricchire quelle dei produttori ma , soprattutto, rende ricche quelle dello Stato

Più il prezzo della benzina è alto, maggiori saranno le imposte e, quindi, le entrate dell’erario. 

Perché allora il Governo dovrebbe adottare delle misure e agire per costringere i produttori ad abbassare il prezzo del greggio? 

Le motivazioni in realtà potrebbero essere molte e tutte a favore dei cittadini, ma questo significherebbe fare politica. La partitocrazia invece, mascherata sotto forma di tecnici al governo, e pur sempre espressione di un parlamento partitocratico, ha molteplici interessi ma non certo quello di fare politica.

Così batte l’agenzia ANSA di oggi:

(ANSA) - ROMA, 31 LUG - Nuovi aumenti per il prezzo dei carburanti. IP, secondo Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia, ha rivisto il prezzo consigliato per la benzina di 1,5 centesimi fino a 1,868 euro al litro. Secondo QE, si è mossa in rialzo anche Esso (+0,5) sull'onda dell'andamento dei mercati internazionali. Ferme le altre compagnie, ma la media ponderata dei prezzi della benzina sale di 2 centesimi a 1,852 euro al litro. Punte massime in salita al Sud a 1,932 euro.

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